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Residence inesistente a Milano Marittima: come una famiglia è caduta nella trappola dei truffatori

Residence inesistente a Milano Marittima: come una famiglia è caduta nella trappola dei truffatori

Una donna milanese ha perso 170 euro per una vacanza inesistente a Milano Marittima. I truffatori, madre e figlio, l'hanno derisa al telefono. I carabinieri hanno già individuato i responsabili.

Una vacanza sognata che si trasforma in un incubo. È quanto accaduto a una turista milanese, finita nella trappola di un residence fantasma a Milano Marittima. La donna, che aveva pianificato una vacanza in Romagna con i suoi tre figli, ha perso 170 euro per una struttura che non esisteva. La vicenda, emersa grazie al racconto della vittima, rivela un modus operandi spregiudicato e beffardo.

La telefonata beffa e la scoperta della truffa

Tutto è iniziato il 14 luglio quando la donna ha contattato un annuncio pubblicato su una nota piattaforma di prenotazioni vacanze. Al telefono, una donna italiana molto gentile le ha inviato un preventivo e le ha chiesto un acconto di 170 euro. La turista, insospettita, aveva chiesto di pagare con PayPal ma le è stato risposto che non era necessario.

Il versamento è stato effettuato tramite Postepay una delle modalità preferite dai truffatori per la rapidità e la mancanza di tutele.

Intorno al primo agosto la donna ha iniziato a nutrire forti sospetti. Sul web, infatti, erano iniziate a circolare recensioni di numerosi turisti che denunciavano una struttura inesistente. Quando ha cercato di mettersi nuovamente in contatto con il numero indicato nell’annuncio, ha scoperto l’inganno.

La signora al telefono le ha passato il figlio, che ha iniziato a prenderla in giro. La frase che ha reso tutto più chiaro è stata: “Lei è la ventesima che ho truffato questa settimana”.

Le parole beffarde dei truffatori

La conversazione con i truffatori è continuata con ironia. Al telefono, la donna si è sentita rispondere: “I romagnoli sono ospitali” una frase utilizzata dai truffatori per consolarla. La vittima ha confessato: “Eravamo già pronti a partire, ho dovuto tornare indietro e rifare tutto da capo. Ma il mio pensiero va soprattutto a quanti non possono permettersi di pagare una seconda vacanza”.

Le indagini dei carabinieri e i dettagli della truffa

Una volta contattati i carabinieri la donna ha scoperto che il caso era già noto. I responsabili sarebbero una madre e un figlio. La turista ha aggiunto altri dettagli al racconto, emersi dopo essersi confrontata con altre vittime. Tra questi, il fatto che i numeri di telefono cambiavano continuamente e che quelli delle vittime venivano reindirizzati per depistare le ricerche. Perfino alcuni stabilimenti balneari si sono ritrovati coinvolti, ricevendo disdette o telefonate da clienti convinti di avere una prenotazione inesistente.

Ora sul web del Residence Ferrino non c’è più traccia, nonostante il sito sia stato oscurato, il numero WhatsApp risulta ancora attivo. L’iban, il conto corrente e il nome dell’host coincidono con il nominativo di Andrea Angelini utilizzato anche per un altro residence fantasma a Cesenatico. Qui le famiglie truffate sarebbero state un centinaio.

La vicenda di Milano Marittima è solo l’ultimo esempio di una truffa che sta colpendo sempre più turisti. La speranza è che le indagini dei carabinieri possano portare alla giustizia i responsabili e che le vittime possano ottenere giustizia.

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