Il ricovero di Belen Rodriguez ha acceso l’attenzione dei media non solo sulle sue condizioni di salute, ma anche su chi le è stato accanto nelle ore più delicate. Tra ricostruzioni e testimonianze, a emergere con forza è soprattutto il ruolo dell’ex marito Stefano De Martino, presente fin dai primi momenti dell’emergenza.
Il malore e il ricovero di Belen: la presenza della famiglia nelle ore decisive
Una versione, riportata da Santo Pirrotta su Vanity Fair, aggiunge altri dettagli sulla mattinata difficile vissuta dalla Rodriguez. Dopo momenti di forte tensione nel suo appartamento in zona Brera, la situazione si sarebbe sbloccata solo dopo diverse ore, quando la porta di casa è stata aperta permettendo l’ingresso dei familiari. In quel momento, secondo la ricostruzione, sarebbero stati presenti sia Stefano De Martino sia la sorella Cecilia Rodriguez.
Nella stessa giornata, sui social è comparso anche un messaggio della sorella: “Abbi cura di ciò che si prende cura di te”, a testimonianza del clima familiare attorno alla showgirl.
Ricovero di Belen Rodriguez, il retroscena su Stefano De Martino: “Era al suo fianco”
Ciò che ha attirato maggiormente l’interesse riguarda la risposta dell’ex marito Stefano De Martino, padre del loro figlio Santiago.
Nelle ore immediatamente successive all’episodio, i profili social del conduttore sono rimasti inattivi, ma alcune ricostruzioni diffuse da Fanpage hanno chiarito la sua posizione, descrivendolo come presente sin dai primi momenti critici. Secondo quanto riportato, De Martino sarebbe intervenuto già alle prime segnalazioni di allarme, raggiungendo l’abitazione della showgirl nelle prime ore del mattino per sostenerla e aiutarla a uscire dalla situazione di difficoltà.
Lo stesso avrebbe contribuito a convincere Belen a farsi accompagnare in ospedale in codice giallo. Inoltre, per restarle accanto, avrebbe sospeso temporaneamente gli impegni televisivi legati ad Affari Tuoi, con la possibilità di recuperarli successivamente grazie alla programmazione anticipata della Rai. Il ricovero si è poi concluso con dimissioni in condizioni stabili. Sarebbe stata confermata l’assenza di ipotesi estreme e la natura di forte malessere psicofisico dell’episodio.