Il sistema del bollo auto si prepara a cambiare. Il governo ha dato il via libera a un provvedimento inserito nel decreto sul federalismo fiscale e sui tributi locali, con l’obiettivo di semplificare e uniformare a livello nazionale le modalità di gestione della tassa automobilistica. La riforma, in attesa del testo definitivo e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, non modifica automaticamente gli importi dovuti dagli automobilisti, ma interviene soprattutto sulle modalità di pagamento, sulla prima scadenza e sulla disciplina relativa alle auto a noleggio a lungo termine.
Le principali novità entreranno a regime dal 1° gennaio 2028, mentre alcune disposizioni saranno operative già dal 2027.
Bollo auto: come cambieranno calcolo e importi
La riforma non modifica i principali criteri utilizzati per determinare l’importo del bollo. La cifra continuerà a dipendere principalmente da:
- potenza del motore, espressa in kilowatt;
- classe ambientale del veicolo;
- eventuali maggiorazioni regionali.
Resta, inoltre, confermata la struttura del superbollo per le automobili con potenza elevata, così come la disciplina nazionale relativa alle principali agevolazioni ed esenzioni, comprese quelle previste per i veicoli completamente elettrici. La novità, quindi, riguarda soprattutto la gestione della tassa, più che il suo calcolo.
Il cambiamento più significativo riguarderà il primo bollo delle auto di nuova immatricolazione.
Dal 1° gennaio 2028, la validità della prima tassa automobilistica sarà calcolata su 12 mesi a partire dal mese di immatricolazione. L’obiettivo è superare il sistema che prevedeva l’allineamento della prima scadenza a determinati periodi dell’anno.
Il nuovo meccanismo riprende una modalità già utilizzata in alcune Regioni, tra cui Lombardia e Piemonte. Per le automobili già in circolazione, invece, rimarranno le attuali scadenze. Cambierà anche il termine entro il quale effettuare il primo versamento. Con le nuove regole, il pagamento dovrà essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. Per gli anni successivi al primo, invece, la scadenza continuerà a essere collegata al mese di immatricolazione, mantenendo così una periodicità stabile.
Le Regioni potranno introdurre il pagamento ogni quattro mesi
Il provvedimento lascia inoltre alle Regioni la possibilità di prevedere, per determinate categorie di veicoli, una rateizzazione quadrimestrale del bollo. Non si tratterà quindi di un obbligo valido automaticamente in tutta Italia: saranno gli enti territoriali a decidere se e per quali veicoli applicare questa modalità di pagamento. La riforma interviene anche sul tema del noleggio a lungo termine, stabilendo criteri più chiari per individuare la Regione alla quale spetta il relativo gettito fiscale.
Una delle prime novità a entrare in vigore scatterà dal 1° gennaio 2027.
I contratti di noleggio a lungo termine senza conducente dovranno essere registrati anche presso il Pubblico Registro Automobilistico (PRA), oltre che nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione.
L’obbligo riguarderà sia i nuovi contratti sia quelli già sottoscritti che, dal 2027, saranno prorogati o rinnovati. Per quanto riguarda invece la destinazione del gettito, la regola generale continuerà a fare riferimento alla sede legale della società di noleggio. Se però l’attività ordinaria viene svolta prevalentemente in un’altra sede, le entrate saranno attribuite alla Regione nella quale si trova quest’ultima. Per le società estere con più sedi secondarie in Italia, il riferimento sarà la sede secondaria nella quale viene concentrata la gestione operativa.
