Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha compiuto un passo significativo nella notte del 30 giugno, approvando il disegno di legge 86 che ridefinisce l’ordinamento regionale. Questo provvedimento segna il ritorno delle Province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine, con le stesse circoscrizioni territoriali del passato e organi a elezione diretta. Contestualmente, sono stati soppressi gli Enti di decentramento regionale.
Il voto finale è arrivato dopo due giorni di intenso dibattito in Aula, durante i quali sono stati presentati numerosi emendamenti al testo composto da 76 articoli. Il risultato è stato di 26 voti favorevoli e 16 contrari. Le Province erano state soppresse nel 2016, e la loro reintroduzione rappresenta un cambiamento epocale per la regione.
Le critiche alla mancata riforma dei confini
Diego Moretti, capogruppo del PD in Consiglio regionale, ha espresso dissenso riguardo alla decisione di non ridisegnare i confini delle Province. Secondo Moretti, il ddl 86 avrebbe dovuto essere l’occasione per affrontare una riforma più coraggiosa, coinvolgendo i territori e le comunità interessate. “Il tema dei confini provinciali è sul tavolo da anni”, ha dichiarato Moretti, “e questa riforma rappresentava il momento giusto per affrontarlo con coraggio.”
Moretti ha sottolineato che si sarebbe potuta valutare la costituzione di una Provincia a capoluogo duale Gorizia-Monfalcone, dando vita a una nuova identità territoriale.
“Illudersi di poter rimettere mano ai confini in un prossimo futuro significa rinviare una scelta che, con ogni probabilità, non verrà più affrontata”, ha concluso il dem.
Le reazioni in Aula
A un’ora dal nascere del primo luglio, l’Assemblea legislativa del Friuli Venezia Giulia ha detto sì al ritorno delle Province. Ai voti favorevoli del Centrodestra si sono aggiunti quelli di Serena Pellegrino (Avs), Marko Pisani (Ssk) ed Enrico Bullian (indipendente, Patto per l’Autonomia-Civica Fvg). I voti contrari sono arrivati da Pd, dagli altri 4 componenti del Patto-Civica, da Rosaria Capozzi (M5S) e da Furio Honsell (Open Sinistra Fvg).
Furio Honsell ha criticato il disegno di legge 86 per essere troppo generico sulle funzioni delle Province e ha accusato il presidente Fedriga di comportamento grave con la sua assenza ai lavori d’Aula. “Il provvedimento è stato costruito solo per soddisfare i desiderata della Maggioranza, senza garantire indicazioni puntuali”, ha dichiarato Rosaria Capozzi.
Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg) ha elogiato l’eurodeputato di FdI, Alessandro Ciriani, per aver definito il provvedimento “poltronificio” e ha evidenziato l’assenza di Fedriga. Manuela Celotti (Pd) ha accusato il ddl di pochezza di contenuti e di essere terreno di scontro all’interno del Centrodestra.
Serena Pellegrino ha rivendicato la coerenza politica di Avs nel difendere le Province, accusando la legge Delrio di aver causato uno svilimento dei territori. “La sfida inizia ora”, ha aggiunto Pellegrino, “nel trovare le leggi delega che faranno sì che la riforma non resti una scatola vuota.”
Diego Bernardis, a nome della Maggioranza, ha difeso la norma, affermando che “Le nuove Province non saranno astratte, ma struttura al servizio dei territori. Avranno funzioni chiare che assumeranno con gradualità certo, ma anche con responsabilità definite”.
