Rogo camper Centocelle, arrestati in Bosnia altri due presunti autori
Rogo camper Centocelle, arrestati in Bosnia altri due presunti autori
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Rogo camper Centocelle, arrestati in Bosnia altri due presunti autori

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Rogo camper Centocelle, arrestati in Bosnia altri due presunti autori

Sono stati arrestati in Bosnia due presunti autori del rogo appiccato a Centocelle il 10 maggio scorso. Il tragico incendio spense la vita di tre sorelle, di cui due bambine.

La storia del rogo di Centocelle sta avendo degli importanti sviluppi. Solamente nei giorni scorsi erano stati fermati a Torino due persone coinvolte in questo atto omicida, ed oggi altri due individui sono stati arrestati. Si tratta di due arresti effettuati in Bosnia, in seguito alle attenti indagini condotte dalla squadra mobile di Roma. Il terribile fatto era avvenuto a maggio, e aveva portato alla morte di tre sorelle rom, di cui due bambine.

Presunti autori del rogo

Siamo in Bosnia, non molte ore fa, a Bosanka Gradiska, luogo situato a circa 40 km da Banja Luka. Qui la polizia locale ha fermato ed arrestato, in esecuzione di provvedimento restrittivo emesso dall’autorità giudiziaria di Roma, due presunti responsabili del tragico rogo di un camper in cui, lo scorso 10 maggio nel quartiere di Centocelle a Roma.

I due individui sono stati individuati grazie alle indagini condotte dalla squadra mobile di Roma che, con l’importante collaborazione con il Servizio cooperazione internazionale di polizia (Scip), ha seguito le loro tracce fino in Bosnia.

Lo stesso servizio ha avviato uno scambio informativo con il collaterale servizio bosniaco al fine di arrivare alla loro cattura, richiedendo in tal senso l’accredito di personale della squadra mobile romana presente sul posto al momento della cattura con l’ufficiale di collegamento del competente Dipartimento della Polizia di Stato. Il provvedimento restrittivo è stato adottato anche per fini estradizionali, e la posizione dei due individui messi in manette è adesso al vaglio delle autorità bosniache.

Arresti a Torino

La mattina di due giorni fa, a Torino, sono stati messi in manette altri due artefici dell’incendio al camper che spense la vita di tre giovani sorelle. Gli arrestati sono Serif Seferovic, 20 anni, e suo fratello Andrea di soli 18 anni (il qual non risponde però di omicidio, ma solo di incendio doloso). L’azione è stata condotta dalla Squadra Mobile di Roma, in collaborazione con la Squadra Mobile di Torino, coordinate dalla procura di Roma.

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Conflitto di famiglie

Sin dall’inizio dell’attività di indagine, basata anche sull’assunzione di informazioni testimoniali, analisi di impianti di videosorveglianza presenti nell’area interessata e l’espletamento di attività tecnica, è subito saltato fuori che quanto successo era da ricondursi a problematiche esistenti tra il nucleo familiare Halivovic ed uno dei Seferovic, maturate all’interno del campo nomadi di via Salviati.

A seguito di tali problematiche, il padre delle tre vittime era da tempo entrato in forte contrasto con alcuni Seferovic. Infatti, l’omicidio del 10 maggio è stato preceduto da alcuni episodi di litigi e danneggiamenti, sintomatici del clima esistente fra i citati nuclei familiari.

Il rogo del camper

Durante la notte del 10 maggio scorso, all’interno del parcheggio del centro Commerciale “Primavera” di Piazza Mario Ugo Guatteri, si è sviluppato l’incendio di un camper fermo con al suo interno un nucleo familiare di 13 persone. A causa del rogo, morirono due bambine di 4 e 8 anni e una ragazza di 20 anni. Le tre povere vittime erano sorelle e non riuscirono a mettersi in salvo come gli altri familiari.

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