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Rogo di Crans-Montana: aggiornamenti sui feriti e le iniziative delle famiglie

Rogo di Crans-Montana: aggiornamenti sui feriti e le iniziative delle famiglie

Leonardo Bove, uno dei feriti più gravi del rogo di Crans-Montana, è stato dimesso dal Niguarda. Scopri come le famiglie dei sopravvissuti stanno lavorando per migliorare la sicurezza e supportare i giovani coinvolti.

Dopo oltre sei mesi di ricovero, Leonardo Bove, uno dei feriti più gravi dell’incendio di Crans-Montana, ha finalmente lasciato l’ospedale Niguarda di Milano. Il giovane, 16 anni, ha trascorso un lungo periodo di cure prima a Zurigo e poi a Milano, dove è arrivato l’11 gennaio con ustioni sul 50% del corpo.

La sua dimissione rappresenta un passo importante, anche se la strada verso la guarigione completa è ancora lunga.

Leonardo, studente del liceo Virgilio e appassionato di calcio, è stato uno degli ultimi a lasciare l’ospedale milanese. Rimane ancora ricoverata Francesca Noto, 16 anni, sua compagna di classe. La loro storia è solo una delle tante che emergono dalla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, dove 41 persone hanno perso la vita.

L’associazione Oltre Crans-Montana: trasformare il dolore in azione

Mentre i sopravvissuti continuano la loro lotta per la guarigione, le loro famiglie si sono unite per creare l’associazione Oltre Crans-Montana 1 – famiglie italiane dei sopravvissuti ufficialmente costituita il 7 luglio. L’obiettivo è duplice: chiedere giustizia e migliorare gli standard di sicurezza per evitare future tragedie.

Francesco Riva, presidente dell’associazione e padre di uno dei ragazzi feriti, spiega: “In un primo momento eravamo concentrati sui feriti e sulle loro condizioni. Ora, però, vogliamo che questa tragedia porti anche qualcosa di buono”. L’associazione sta lavorando con il governo italiano, gli ospedali e i centri di ricerca per stimolare nuove scoperte mediche nel trattamento delle gravi ustioni e delle lesioni respiratorie.

Protocolli innovativi e impegno sociale

Uno degli aspetti più innovativi del lavoro dell’associazione è la creazione di nuovi protocolli medici, istituti d’emergenza dopo l’incendio. Questi protocolli non esistevano prima della tragedia e rappresentano un passo avanti significativo nella gestione delle ustioni gravi. Riva sottolinea l’importanza di restare uniti indipendentemente dalla nazionalità dei feriti: “Un ferito è un ferito: che sia italiano, svizzero o francese, resta tale”.

La petizione contro la riapertura dei locali dei Moretti

Nel mese di giugno, l’associazione ha lanciato una petizione online contro la riapertura dei locali dei coniugi Moretti, gestori del bar Constellation dove è scoppiato l’incendio. Il Vieux Chalet di Lens e il ristorante Senso di Crans-Montana potrebbero riaprire nei prossimi mesi, una decisione che ha suscitato numerose critiche. La petizione ha raccolto più di 45.000 firme.

L’associazione rigetta categoricamente la narrazione diffusa dai legali dei Moretti, secondo cui la riapertura sarebbe un “atto di solidarietà”. Riva afferma: “La sicurezza pubblica e la vita umana non sono merci di scambio”. L’associazione chiede alle istituzioni di intervenire e di non permettere che il dolore dei sopravvissuti venga utilizzato come leva per riabilitare attività su cui pende l’ombra di 41 vittime.

L’inchiesta in corso e le misure di sicurezza

Dal dramma dell’incendio di Capodanno, quindici persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Marie-Claude Noth-Ecoeur, responsabile del Servizio della sicurezza civile e militare, dichiara di credere nell’imparzialità della giustizia. “L’inchiesta in corso mi tocca profondamente dal punto di vista umano e personale” ha confessato.

Dal primo semestre del 2026, nel canton Vallese sono stati effettuati controlli periodici negli esercizi pubblici. Su 1704 dossier d’ispezione ricevuti, meno del 5% ha rivelato difetti per i quali la sicurezza delle persone non era garantita. Le norme AICAA precisano le responsabilità dei proprietari e dei gestori, che devono vegliare affinché sia garantita la sicurezza delle persone e dei beni.

Il dibattito attorno alla creazione di un Istituto cantonale di assicurazione è tornato d’attualità. Un’analisi è attualmente in corso all’interno del canton Vallese in merito alla possibile creazione di un Istituto cantonale di assicurazione. L’ordinanza cantonale sulle misure di prevenzione degli incendi, attualmente in fase di revisione, dovrebbe fornire ai Comuni uno strumento atto a rafforzare l’esecuzione dei controlli periodici.

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