Russia: ammissione sulla presenza di Rutenio 986 volte oltre la norma
Russia: ammissione sulla presenza di Rutenio-106 986 volte oltre la norma
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Russia: ammissione sulla presenza di Rutenio-106 986 volte oltre la norma

Rutenio-106
Russia: ammissione sulla presenza di Rutenio-106 986 volte oltre la norma

Rutenio-106 a 986 volte oltre la norma. La Russia, dopo aver negato per anni la possibilità di una ipotetica presenza, l'ha ammessa dopo che il suo servizio meteorologico l'ha confermata.

Rutenio-106 a 986 volte oltre la norma. La Russia, dopo aver negato per anni la possibilità di una ipotetica presenza, l’ha ammessa dopo che il suo servizio meteorologico l’ha confermata.

A quanto pare, infatti, alla fine del mese di settembre sono state rilevate concentrazioni “estremamente alte”, ovvero fino a 986 volte superiori alla radiazione naturale di fondo, di Rutenio-106 in diverse parti del Paese.

L’elemento preoccupante è che, fino a questo momento, nonostante fosse stato lanciato l’allarme soprattutto da alcune associazioni ambientaliste, la Russia aveva sempre negato che ci fossero alte concentrazioni, in dosi preoccupanti, di questo pericoloso metallo. Sulla base di questi nuovi dati appena trapelati, a quanto si apprende interverrà Greenpeace Russia.

L’associazione, infatti, è intenzionata ad inviare una lettera alla procura per richiedere un’indagine sul “possibile occultamento di un incidente radioattivo e per il rilascio di informazioni sullo stato dell’ambiente”.

A quanto riportato dai mesia russi, per Roshydromet – il
Servizio federale per l’idrometeorologia e il monitoraggio ambientale della Russia
– i livelli di rutenio, pur superiori alla norma, “erano ampiamente entro i limiti consentiti”. Il complesso di Mayak, invece rigetta invece ogni accusa.

Secondo quanto dichiarato da Maxim Yakovenko, capo del servizio di monitoraggio Idrometrico ed Ambientale russo (Rosidromet) alla Tass: “Lo scorso settembre il sistema di monitoraggio automatico ha registrato un incremento di Rutenio-106 in Russia, Polonia, Bulgaria e Ucraina ma la sua concentrazione nel territorio della Federazione Russa era migliaia di volte sotto i livelli di guardia e non ha mai posto rischi per la popolazione.”.

La situazione, ovviamente, è decisamente controversa. La denuncia di Greenpeace Russia porterà certamente ad una serie di stravolgimenti, e per il momento Yakovenko ha tenuto a ribadire che allo stato attuale l’agenzia non sta conducendo analisi per rintracciarne la sorgente, così giustificando tale scelta: “Perché farlo se non vi è pericolo? Lasciamo che lo facciano coloro i quali hanno interesse a farlo.”.

La Rosatom, il conglomerato atomico russo, proprietaria dell’impianto degli Urali di Mayak, indicato da diverse fonti come il responsabile della contaminazione, ha smentito ogni responsabilità con un comunicato: “Nel 2017 non vi è stata produzione di Rutenio-106 a Mayak, le emissioni nell’atmosfera sono nella norma così come le radiazioni di base.”.

Rutenio-106

Rutenio-106

Il rutenio è l’elemento chimico di numero atomico 44.

Il suo simbolo è Ru. È un raro metallo di transizione del gruppo del ferro; si trova nei minerali del platino ed in lega con esso viene usato come catalizzatore.

Questo elemento molto raro si trova di solito in minerali di metalli del gruppo del platino nei Monti Urali e nelle Americhe. Quantità molto piccole, ma commercialmente importanti, si trovano nella pentlandite estratta a Sudbury (Ontario) e nei depositi di pirossenite in Sudafrica.

Questo metallo viene isolato attraverso un complicato procedimento chimico in cui si usa idrogeno per ridurre il rutenio ammonio cloruro e ottenere piccole quantità di polvere di rutenio, che viene poi consolidata con tecniche metallurgiche o fusa in forni ad arco elettrico in atmosfera inerte di argon.

È inoltre possibile ottenere rutenio dal combustibile nucleare esaurito che contiene una piccola percentuale di isotopi di rutenio: il rutenio prodotto in questo modo contiene però un isotopo radioattivo (106Ru) con un’emivita di 373,59 giorni, perciò deve essere lasciato in deposito in strutture sicure per almeno 30 anni, affinché possa smaltirlo completamente, prima di poter mettere in commercio il metallo ottenuto.

A causa delle difficoltà legate al suo ottenimento e a causa delle sue particolari caratteristiche chimico-fisiche il rutenio è presente in commercio in quantità estremamente ridotte e questo ne giustifica il prezzo particolarmente elevato.

Il tetrossido di rutenio (RuO4), simile al tetrossido di osmio, è molto tossico e può esplodere.

Il rutenio non ha nessun ruolo biologico ma macchia facilmente la pelle umana, può essere cancerogeno ed è soggetto a bioaccumulo nelle ossa.

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