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Russia, viceministro degli Esteri: “Ritiro delle truppe per i negoziati di pace? Non è costruttivo”

"Difficilmente è possibile valutare questa affermazione": questa la risposta della Russia sul ritiro delle truppe per iniziare i negoziati di pace.

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Il viceministro degli Esteri della Russia ha definito sleale la richiesta di Zelensky di far ritirare le truppe per intavolare i negoziati di pace.

La Russia è pronta a dialogare con l’Occidente e l’Ucraina

La Russia è pronta a dialogare con l’Occidente e con l’Ucraina.

Ad affermarlo è stato il viceministro degli Esteri di Mosca, Andrei Rudenko, attraverso alcune dichiarazioni rilasciate all’agenzia di stampa Interfax.

In particolare, Putin sarebbe disposto al dialogo con tutti i partner internazionali per quanto riguarda le forniture di grano dall’Ucraina e per fornire un corridoio umanitario per le navi che trasportano prodotti alimentari fuori dall’Ucraina. Inoltre, Mosca è disposta a discutere di uno scambio di prigionieri ucraini e russi solo dopo che i combattenti ucraini che si sono arresi nell’acciaieria Azovstal di Mariupol saranno stati processati.

La Russia non accetta le condizioni di ritiro delle truppe militari

Una prima parvenza di apertura al dialogo quella che trapela dalle parole del viceministro Rudenko. Tuttavia, una delle richieste su cui Zelensky sembra essere inamovibile è il ritiro delle truppe russe dal confine.

«Difficilmente è possibile valutare questa affermazione come costruttiva. Vorrei ricordare che l’Ucraina ha partecipato attivamente ai negoziati sin dal primo giorno dell’operazione speciale e non ha posto alcuna condizione. Ponendo condizioni, ci fa dubitare della sincerità del suo desiderio di trovare una soluzione pacifica».

Queste le parole del viceministro del Esteri russo.

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