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Salme dei sub italiani tornano in Italia: autopsie e indagini sulla tragedia alle Maldive

Salme dei sub italiani tornano in Italia: autopsie e indagini sulla tragedia alle Maldive

Quattro salme di italiani morti durante un'immersione alle Maldive sono arrivate a Malpensa il 23 maggio 2026; le autopsie a Gallarate e le indagini promettono di fare luce sugli elementi ancora oscuri

Il 23 maggio 2026 è atterrato a Malpensa il volo che ha riportato in Italia le quattro salme dei sub deceduti nell’atollo di Vaavu, dopo che il corpo del capobarca Gianluca Benedetti era già stato rimpatriato nei giorni precedenti. Le vittime identificate sono la professoressa Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino e Federico Gualtieri.

Subito dopo lo sbarco i feretri sono stati trasferiti all’obitorio dell’ospedale di Gallarate, dove si attende l’esecuzione delle autopsie disposte dalla magistratura.

La notizia del rientro ha riacceso l’attenzione sulle circostanze dell’incidente: tra le piste valutate dagli inquirenti spiccano problemi alle bombole e la possibilità che il gruppo si sia disorientato all’interno della grotta sottomarina.

Il coinvolgimento di esperti in medicina iperbarica e tossicologi sarà centrale per stabilire cause e dinamiche, mentre le autorità italiane hanno confermato la collaborazione con le autorità delle Maldive.

Il percorso medico-legale e gli incarichi

La Procura di Busto Arsizio, su delega della Procura di Roma, ha fissato per lunedì 25 maggio 2026 la nomina dei consulenti che eseguiranno le autopsie.

Il team designato comprende il medico legale Luca Tajana dell’Università di Pavia, la tossicologa forense Cristiana Stramesi e lo specialista in medicina sportiva e subacquea Luciano Ditri. Questi esami saranno fondamentali per definire le cause di morte e per ricostruire eventuali responsabilità tecniche o organizzative: l’esito delle autopsie potrà fornire elementi su aspetti come il livello di ossigeno residuo nelle bombole, segni di sofferenza respiratoria o altri fattori patologici.

Procedure e garanzie processuali

Durante l’udienza per la nomina dei periti i legali delle famiglie potranno indicare consulenti di parte; ad esempio la famiglia Gualtieri ha già individuato la dott.ssa Carola Vanoli. Le autopsie saranno condotte rispettando le procedure standard e con la possibilità di contraddittorio per le parti civili. L’incarico ufficiale ai consulenti servirà anche a stabilire tempistiche certe e a definire le analisi tossicologiche e strumentali necessarie per chiarire la dinamica dell’incidente.

Le ipotesi sulla dinamica dell’incidente

Fra le ricostruzioni più accreditate c’è quella che attribuisce la tragedia a un esaurimento dell’aria nelle bombole mentre il gruppo cercava l’uscita della grotta. I sommozzatori del rescue team Dan Europe hanno riferito che i corpi sono stati ritrovati in una porzione specifica della cavità; si ipotizza che i sub avessero con sé bombole da 12 litri, tipicamente impiegate per immersioni ricreative e non per esplorazioni in grotte così profonde e impegnative.

Fattori tecnici e ambientali

Gli esperti richiamano l’attenzione su elementi quali la profondità della grotta — segnalata intorno ai 60 metri — la scarsa visibilità causata dal sollevamento di sedimenti e la presenza di passaggi angusti che possono rendere l’orientamento difficoltoso. Il binomio tra attrezzatura non adeguata e condizioni ambientali avverse può trasformare un’immersione in una situazione critica, soprattutto in assenza di procedure di sicurezza specifiche per le grotte marine.

Materiali sequestrati e sviluppi investigativi

Parallelamente alle attività medico-legali, la squadra mobile di Genova ha acquisito i materiali consegnati dall’entomologo forense Stefano Vanin, presente sull’imbarcazione che partì per l’immersione. Pc, telefoni e strumenti elettronici sono stati consegnati alla questura di Genova e destinati ad integrare le indagini coordinate dalla Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo al momento contro ignoti. Questi elementi documentali potranno chiarire la natura della missione — se di ricerca scientifica o escursione privata — e i contatti intercorsi fra i partecipanti e l’ateneo di appartenenza.

Le autorità delle Maldive hanno avviato indagini parallele, anche in relazione alla morte del sub militare maldiviano Mohamed Mahudhee durante una prima fase di recupero. Secondo quanto riferito dal portavoce del presidente delle Maldive, l’Italia ha concordato la condivisione dei risultati delle autopsie. In attesa degli esiti, gli specialisti e gli inquirenti lavorano per trasformare i dati medico-legali e le testimonianze raccolte in un quadro interpretativo che faccia luce su una tragedia che ha colpito famiglie, colleghi e la comunità scientifica.