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Sindrome di Burnout: 7 medici su 10 ne soffrono

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L'emergenza coronavirus ha aumentato vertiginosamente i ritmi di lavoro dei medici che ora si ritrovano a dover fare i conti con crolli improvvisi.

sindrome burnout medici
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Uno studio condotto nelle prime 4 settimane dell’emergenza sanitaria in Italia ha rivelato che circa 7 operatori sanitari su 10 abbiano mostrato sintomi evidenti di burnout, una sindrome che sta incidendo molto sulla salute psico-fisica di medici e operatori sanitari che nel breve periodo potrebbero risentirne anche sul lato psicologico.

Sindrome di Burnout: stress da lavoro dei medici

La salute psico-fisica dei medici e eoperatori sanitari è stata messa a dura prova in questi mesi di epidemia, e non di certo una novità che la maggior parte di essi abbia accusato dei crolli psicologici e un esaurimento da stress che adesso possiamo meglio descrivere con la sindrome di burnout.

Uno studio elaborato dal Centro di Ricerca EngageMinds HUB che fa parte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in collaborazione con la Società Italiana di Management e Leadership in Medicina (SIMM) e con il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.), ha evidenziato infatti come nelle prime 4 settimane dell‘emergenza coronavirus 7 medici su 10, quindi il 70% abbia accusato un forte stress per la mole imponeete di lavoro a cui è stata sottoposta.

Cos’è il burnout

Il burnout è un problema che accomuna molti lavoratori indefessi. Come si legge sul sito del polo ospedaliero Humanitas, all’origine del burnout vi sono “i ritmi frenetici che possono spingere le persone a ritmi lavorativi molto pressanti, al punto che molti rischiano di cadere in una sorta di “esaurimento da lavoro”.

Prima del mese di maggio 2019 non era considerato una sindrome: oggi lo è a tutti gli effetti, e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, riporta il portale, ne ha descritto i sintomi, quali “la sensazione di esaurimento, sia mentale sia fisico, il distacco mentale dal proprio lavoro, spesso accompagnato da negatività o cinismo relativi a esso e, in alcuni casi, una conseguente riduzione della propria produttività”. Completano il quadro una mancanza di stima o senso di inadempiezza dovuta a lavori non portati a termine nelle giuste consegne.


In prima linea

Serena Barello, ricercatrice di EngageMinds e responsabile dello studio, ha così commentato gli esiti delle rilevazioni effettuate.“Mentre la crisi Covid-19 ha messo sotto pressione i servizi sanitari in tutto il mondo e i governi si sono mossi per rallentare la diffusione del virus, gli operatori sanitari sono dall’inizio in prima linea nella gestione quotidiana della pandemia”.

Il personale sanitario si è trovato a dover fronteggiare una situazione estremamente stressante e complessa, dai tratti imprevedibili, mettendo a serio rischio la propria salute non solo fisica, ma anche emotiva e psicologica, salute già messa a dura prova in tempi ordinari e che ora potrebbe, inasprire aspetti di vulnerabilità la cui tenuta è già precaria” conclude la ricercatrice.


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