Sanremo 2026 non è partito solo con le note delle canzoni, ma con una domanda che ha fatto tremare la sala stampa: “Ha ancora senso la parola femminista?“. In un Festival che in 76 anni ha avuto sei conduttrici e zero direttrici artistiche, il quesito posto alle Bambole di Pezza ha smascherato la facciata di una parità di genere che molti raccontano come raggiunta, ma che nei fatti resta ancora lontana.
Sanremo 2026 tra musica e polemiche: “Ha ancora senso parlare di femminismo?”
Le prime giornate di Sanremo 2026 non sono passate inosservate: al centro delle discussioni, più che le canzoni, c’è stata la band Bambole di Pezza, prima rock band tutta al femminile nella storia del Festival. Durante la conferenza stampa, un giornalista ha chiesto loro se avesse ancora senso parlare di femminismo, perché, secondo lui, “la parità è stata raggiunta. A casa mia comanda mia moglie“. Una frase apparentemente innocua, ma che sintetizza bene un certo modo superficiale di leggere la realtà sociale. La risposta della band è stata immediata e tagliente: “Noi non vogliamo potere in casa, noi vogliamo potere ovunque“. Una dichiarazione semplice, elegante e rivoluzionaria, che sfida l’idea che una scelta domestica equivalga alla giustizia sociale.
Non si tratta di una questione simbolica: il femminismo per le Bambole di Pezza è centrale nei testi del loro brano Resta con me, e non è un tema da relegare a nostalgie del passato. Come ha sottolineato la bassista Caterina Kaj Dolci, “Femminista è un termine che ci piace e lo usiamo con il coraggio che merita. Non siamo contro il sistema maschile: vogliamo la parità. Significa lavorare per una società più giusta“. La loro presenza sul palco non è solo musicale: è una presa di posizione netta contro chi confonde equilibrio domestico con equità sociale, gentilezza privata con giustizia sistemica.
La realtà dietro il Festival di Sanremo: ecco perché ha ancora senso parlare di femminismo
Dietro le luci dell’Ariston, i numeri parlano chiaro. L’INPS, nel suo Rendiconto di Genere 2025, fotografa una società dove le disparità di genere restano forti: salari più bassi per le donne, lavoro precario, difficoltà ad accedere a ruoli dirigenziali e pensioni più leggere. Come spiega il presidente del Civ Inps, Roberto Ghiselli, “le distanze fra i generi si riducono ma con un ritmo impercettibile e di questo passo ci vorranno 130 anni per colmare il gap“. Le giovani donne, nonostante ottimi risultati scolastici, incontrano ostacoli e discriminazioni non appena entrano nel mondo del lavoro. La cultura del patriarcato, insomma, non si annulla con una battuta o una scelta domestica condivisa: resta un sistema che assegna privilegi prima ancora che si nasca.
Sanremo, spesso criticato per la sua leggerezza, riesca ancora a riflettere il Paese nel profondo. La polemica delle Bambole di Pezza dimostra che, nonostante alcuni luoghi comuni, la lotta per la parità non è conclusa e che la musica può essere uno specchio potente della realtà sociale. Come dice la band, non si tratta di avere potere “in casa”, ma di conquistarlo “ovunque”: nei ruoli pubblici, nell’arte, nelle istituzioni, e soprattutto nella vita quotidiana delle donne italiane.
Come sottolinea il giornalista Matteo Macor, la realtà della parità in Italia è ancora lontana: il tasso di occupazione femminile è del 19% inferiore rispetto a quello maschile, mentre il divario salariale tra uomini e donne supera il 25% a sfavore delle donne. A questo si aggiunge un carico familiare sproporzionato: le donne si occupano delle attività di cura domestica otto volte più degli uomini. Numeri che non lasciano spazio a illusioni: la parità non è un traguardo raggiunto, ma una sfida quotidiana, concreta e ancora tutta da vincere.
Un dato importante sul poter uscire senza la paura costante di essere uccise che ha detto una delle Bambole di Pezza in conferenza stampa #Sanremo2026
Per quanto riguarda la parità salariale, non c’è se si confrontano stipendi di uomini e donne a parità di ruolo, ore, eccetera pic.twitter.com/ut2rdrovAj
— Alessandro (@aleribalta) February 25, 2026