Sul palco del Festival di Sanremo, la musica diventa ponte tra generazioni: Tredici Pietro, figlio di Gianni Morandi, affronta la sfida delle cover con “Vita”, un omaggio al passato che dialoga con il presente, tra amicizia, eredità musicale e la voglia di affermare la propria voce.
Sfide, eredità e coraggio: il debutto di Tredici Pietro a Sanremo 2026
Nella serata dedicata ai duetti e alle cover, Tredici Pietro sale sul palco dell’Ariston per interpretare “Vita”, insieme a Galeffi e Fudasca & Band. Il rapper, figlio di Gianni Morandi, ha spiegato in conferenza stampa: “Da papà, ho ricevuto un bravo che vale come una montagna scalata“. L’esibizione segna un momento di incontro tra amici e artisti con cui Tredici Pietro ha condiviso palcoscenico e sessioni in studio, rafforzando un legame artistico fondato sulla stima reciproca.
Il Festival, per lui, rappresenta anche un momento di confronto con se stesso e con il pubblico: “Questo palco ti fa confrontare con un lato di te che non è così facile incontrare nel nostro Paese: andare e sapere che una grossa fetta di Paese ti sta guardando in diretta. È una sfida. Ne esci subito con un più uno o meno uno“.
Serata cover Sanremo, perché Tredici Pietro ha scelto “Vita”: significato e testo
Per Tredici Pietro, partecipare al Festival di Sanremo con “Uomo che cade” rappresenta la prima sfida ufficiale sul prestigioso palco. Nonostante l’ombra del padre sia sempre presente, il giovane artista ha scelto di celebrare un brano che rappresenta anche una radice emotiva: “Faccio musica da 8-9 anni come Tredici Pietro e ho sempre cercato di fare per conto mio, mi sono tenuto lontano da casa e invece oggi che sono qua non posso nascondermi dietro una foglia e voglio celebrare un brano come Vita“, ha dichiarato in conferenza stampa.
Tra “Vita” e “Uomo che cade”, infatti, corre un filo rosso: la voglia di andare avanti e di ributtarsi, come conferma lo stesso Pietro: “Alla radice di Vita c’è un’energia simile a Uomo che cade, la voglia di andare avanti e di ributtarsi. C’è un filo rosso. E poi la canto con i miei amici, come mio padre la cantava con il suo amico Dalla“.
Vita
Vita in te ci credo
le nebbie si diradano
e oramai ti vedo
non è stato facile
uscire da un passato che mi ha lavato l’anima
fino quasi a renderla un po’ sdrucita
Vita io ti credo
tu così purissima
da non sapere il modo
l’arte di difendermi
e cosi ho vissuto quasi rotolandomi
per non dover ammettere d’aver perduto
Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano
ma la sofferenza tocca il limite
e cosi cancella tutto e rinasce un fiore sopra un fatto brutto
siamo angeli con le rughe un po’ feroci sugli zigomi
forse un po’ più stanchi ma più liberi
urgenti di un amore, che raggiunge chi lo vuole respirare
Vita io ti credo
dopo che ho guardato a lungo, adesso io mi siedo
non ci son rivincite, né dubbi né incertezze
ora il fondo è limpido, ora ascolto immobile le tue carezze
Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano
ma la sofferenza tocca il limite e cosi cancella tutto
e rinasce un fiore sopra un fatto brutto
siamo angeli con le rughe un po’ feroci sugli zigomi
forse un po’ più stanchi ma più liberi
urgenti di un amore, che raggiunge chi lo vuole respirare
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