Nel corso di un incontro con studenti di giornalismo al Quirinale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha offerto una riflessione sul rapporto tra potere, comunicazione e responsabilità pubblica. Al centro del suo intervento, il richiamo a una maggiore misura nel linguaggio dei leader e all’importanza dell’autoironia come antidoto alle derive dell’“Autoesaltazione”, in un contesto internazionale segnato da tensioni politiche e trasformazioni tecnologiche profonde.
Sergio Mattarella incontra gli studenti delle scuole di giornalismo: informazione, democrazia e sfide tecnologiche
Ampio spazio del discorso è stato dedicato al ruolo del giornalismo e alla funzione pubblica dell’informazione. Mattarella ha ricordato come la libertà di stampa debba convivere con la responsabilità e la deontologia professionale, sottolineando che le notizie devono essere trattate come “atti e fatti” per consentire ai cittadini una formazione critica autonoma.
In questa prospettiva, editori, giornalisti e istituzioni condividono la responsabilità di tutelare un bene che non è meramente economico, ma essenziale per la democrazia.
Il Presidente ha poi ampliato la riflessione al tema dell’intelligenza artificiale, definita come una tecnologia sempre più pervasiva, potenzialmente capace di incidere sugli equilibri globali. Ha avvertito la necessità di regole condivise, come quelle promosse dall’Unione europea, per evitare che tali strumenti si trasformino in leve di dominio dei grandi attori tecnologici.
Il potere, ha osservato, può “inebri[a]re”, e proprio per questo servono due antidoti: l’architettura istituzionale dei contrappesi e la coscienza individuale, nella quale una forte capacità di autoironia diventa una risorsa decisiva per mantenere lucidità e misura nell’esercizio delle responsabilità pubbliche.
Sergio Mattarella agli studenti delle scuole di giornalismo: “Se i potenti usassero autoironia, eviterebbero imbarazzi”
Nel corso di un incontro al Quirinale con una delegazione di studenti di giornalismo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sviluppato una riflessione sul potere politico e sulla responsabilità etica, prendendo spunto anche dal messaggio di Papa Leone XIV all’Accademia delle Scienze. Pur senza nominare direttamente nessuno dei destinatari impliciti, il riferimento ai leader internazionali è apparso evidente nel ragionamento sul rischio di una comunicazione pubblica dominata dall’enfasi personale. Commentando il testo del Pontefice, il Capo dello Stato ha sottolineato come esso richiami l’attenzione contro il pericolo dell’“Autoesaltazione”, osservazione letta con un tono lievemente ironico e interpretata come monito universale rivolto ai detentori del potere.
A questo quadro si sono intrecciate anche le recenti tensioni politiche internazionali, incluse le dichiarazioni attribuite a Donald Trump nei confronti di Giorgia Meloni e del governo italiano, che hanno contribuito a rafforzare la riflessione del Presidente su toni e linguaggi della politica globale. In questo contesto, Mattarella ha evidenziato che “se i potenti della terra usassero un po’ di autoironia, anche in piccole dosi, il mondo ne trarrebbe giovamento”, richiamando il valore dell’equilibrio personale accanto a quello istituzionale. L’assenza di “autoironia”, ha osservato, rappresenta una fragilità diffusa nei vertici del potere contemporaneo, mentre proprio questa qualità costituisce un antidoto fondamentale alla perdita di misura.
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