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Servizio Civile: Cnesc, attuare riforma che prevede universalità accessi

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Roma, 21 giu. (Labitalia) – Il maggior contributo che il servizio civile universale può dare a valorizzare i giovani è attuare pienamente la riforma che ne prevede l’universalità degli accessi, la programmazione di interventi pluriennali, il consolidamento degli ambiti di azione dell’assistenza, l’educazione e promozione culturale, il servizio all’estero, la valorizzazione dei beni artistici e culturali, l’ambiente, la pratica motoria, la protezione civile, mettendo in risalto la dimensione concreta di difesa civile della Patria e di attuazione dei valori fondanti della Costituzione, realizzata in modo encomiabile durante il 2020 e in questi mesi.

E' quanto emerso dall'Assemblea dei soci della Cnesc – Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile cui aderiscono, tra gli altri Acli, Anpas, Arci Servizio Civile, Assifero, Associaz. Comunità Papa Giovanni XXIII, Avis nazionale, Caritas Italiana, Cnca, Commissione sinodale per la diaconia, Confederazione Nazionale Misericordie d'Italia, Focsiv, Inac, Legacoop, Movimento Cristiano Lavoratori, Shalom, Telefono Azzurro, Unicef, Unitalsi, Unpli, Vides Italia.

"Le quasi 30.000 posizioni di servizio civile che le 4.805 Organizzazioni degli enti soci hanno proposto su questi settori per il 2022 dimostrano la continuità del nostro impegno.

Accanto a questo “zoccolo duro”, la Cnesc si propone di partecipare ai bandi tematici di sostegno alla transizione ecologica e a quella digitale; l’altro terreno concreto su cui la Cnesc intende portare il contributo, chiedendo la attivazione di sedi istruttorie fin da subito è la valorizzazione delle competenze acquisite dai giovani – accompagnati dagli adulti – durante l’anno di servizio", spiega una nota della Cnesc. Il documento finale approvato farà da riferimento per l’azione verso i giovani e le istituzioni nei prossimi mesi.

La delicata fase di ricambi e immissioni di personale che sta vivendo il Dipartimento Politiche Giovanili e Servizio Civile Universale è l’altra priorità nell’azione della Cnesc.

"Sappiamo che su questo tema è alta l’attenzione dell’istituzione politica -spiega la nota della Cnesc-, ma qualità delle persone e tempi nell’affidamento degli incarichi sono molto importanti. Gli standard ottimi che il Dipartimento ha avuto fino ad oggi, sono ancora più determinanti in un orizzonte 2021-2023 nel quale le risorse finanziarie fra fondi statali e fondi europei permetteranno contingenti annuali di almeno 55.000 posizioni".

"Ora più che mai la costruzione condivisa con gli enti, i giovani, le Regioni è essenziale, fatta salva la responsabilità finale di decisione del Dipartimento, e la sintonia espressa anche su questo tema durante l'assemblea dal Dipartimento stesso, rappresentato dalla dottoressa Titti Postiglione e dalla dottoressa Silvia Losco, è un dato rilevante". L’Assemblea è stata anche l’occasione per ringraziare e salutare Postiglione che rientra nella Protezione Civile e iniziare il dialogo con Losco. L’Assemblea ha anche attivato la collaborazione con l’Opera Don Orione, nuovo osservatore della Cnesc.

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