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Sfratti a Milano, invalidi e famiglie meno abbienti via dalle loro case. L’assessore: “Picco di esecuzioni”

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Aumentano gli sfratti a Milano: la drammatica situazione esistente nel capoluogo lombardo è stata denunciata dal Sicet, il sindacato inquilini della Cisl.

Impennata di sfratti a Milano: tocca anche agli invalidi e ai lavoratori più poveri.

La situazione in essere è stata denunciata dal Sicet, il sindacato inquilini della Cisl.

Sfratti a Milano, invalidi e famiglie meno abbienti via dalle loro case

Va avanti senza sosta il calendario degli sfratti a Milano che, dopo il blocco approvato durante la pandemia, sta procedendo a ritmo serrato facendo registrare, come sottolineato dall’assessore alla Casa Pierfrancesco Maran, “un picco delle esecuzioni”. L’assessore ha spiegato le difficoltà di intervenire soprattutto nei casi di maggiore fragilità ossia di “morosità incolpevole” quanto i cittadini non possono più pagare a causa della riduzione o della perdita totale del reddito familiare.

In questo contesto, basta poco per procedere allo sfratto e le procedure sono talmente lente che il Comune non riesce a esaminare la situazione che sono già state eseguite le procedure per allontanare gli inquilini.

Sulla questione, è intervenuto Giacomo Manfredi del Sicet di Milano, il sindacato inquilini della Cisl. “Sempre di più Milano espelle i lavoratori poveri e le famiglie in disagio economico perché non c’è un piano abitativo popolare nonostante le migliaia di case vuote e il mercato della rendita non consente loro di vivere in questa città”, ha detto.

L’assessore: “Picco di esecuzioni”

Nel 2021, il ministero dell’Interno ha stimato che la Lombardia è al primo posto in Italia per numero di sfratti eseguiti in presenza di ufficiali giudiziari e forze dell’ordine. In totale, sono stati allontanati dalle rispettive case 1.358 nucleifacendo registrare un incremento del 65% rispetto al 2020.

Lo scorso anno, inoltre, il Comune di Milano ha avviato una collaborazione con Nomisma per uno studio battezzato “Milano Inclusiva, la produzione di case in locazione a costi accessibili”.

L’indagine ha rivelato che l’offerta di servizi abitativi è inadeguata rispetto ai 146 mila nuclei il cui reddito non consente loro di spendere più di 50-80 euro al mq/anno. Si tratta di una “disponibilità economica che a Milano non regge nemmeno il canone concordato, figurarsi il mercato libero”, ha dichiarato Manfredi. Nel frattempo, la morosità è alle stelle e continua a crescere mentre il prezzo degli affitti in crescita e il caro energia ha fatto aumentare in modo esponenziale le bollette.