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Sit-in #Ioapro, le richieste della delegazione al governo: i numeri di venerdì saranno cruciali

Sit-in #Ioapro, le richieste della delegazione al governo: una delegazione è stata ricevuta dal sottosegretario Durigon, attesi i nuovi numeri sui contagi

Un'immagine delle manifestazioni a Roma

Sit-in #Ioapro, le richieste della delegazione al governo vanno nella direzione di attendere i numeri di venerdì per valutare eventuali riaperture, ma non mancano le frange “dure” che propendono per nuove manifestazioni in piazza a Roma contro la sofferenza di commercio e ristorazione.

Una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dal governo dopo gli scontri e i tafferugli di questi giorni. Scopo principale era quello di strappare all’esecutivo la promessa che le riaperture verranno valutate come iniziativa prioritaria perché in agenda economica e non perché in cima alla lista dei problemi di ordine pubblico. Un cambio di passo insomma, che si sarebbe sostanziato con l’incontro fra alcuni delegati di IoApro e il sottosegretario all’Economia, Claudio Durigon, che in tema di graduali riaperture si è recentemente detto “fiducioso”.

Sit-in #Ioapro, le richieste e l’accordo sui dati

Uno dei leader di movimento ha voluto spiegare cosa è venuto fuori da quell’incontro: “Dall’incontro è emersa l’intenzione di valutare eventuali riaperture con il ritorno alle zone gialle. La decisione si prenderà sulla base dei dati che arrivano il venerdì, e noi fino a quel giorno continueremo a protestare”. La linea è dunque di attendere i numeri di venerdì sui contagi, che parrebbero propendere verso una graduale ma costante discesa, e rimettere il problema sul tavolo.

Sul tavolo o in piazza, il messaggio è stato chiarissimo, perché le manifestazioni non si fermeranno affatto. Antonio Alfieri, uno dei portavoce del movimento, ha voluto spiegare bene cosa sta accadendo: “Noi stiamo già aprendo le nostre attività per una questione di sopravvivenza, il governo ora deve legittimarci”. 

Un confronto che è diventato scontro

Propositi comprensibili e che hanno come sfondo emotivo e “muscolare” i recenti momenti di fortissima tensione a piazza San Silvestro.

Lì alcuni manifestanti si sono scontrati con la polizia, tuttavia Alfieri non ha dubbi e chiarisce subito, effettuando un distinguo fra il diritto di manifestare dei più e la propensione ad essere violenti di pochi infiltrati: “Sono stati loro a scatenare tutto, come è successo la scorsa settimana”. Lo ha ribadito anche Romina Paludi, portavoce per Roma centro di Italexit, il movimento fondato dal senatore Gianluigi Paragone: “Ci siamo subito dissociati dai violenti allontanandoci, è stato un gruppo di ragazzini a scatenare il caos: con il loro comportamento delegittimano in continuazione le manifestazioni che stiamo facendo per chiedere al governo di lasciarci lavorare. Siamo lavoratori, non violenti o delinquenti”.

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