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Sorelline uccise a Verona, cosa aveva stabilito la perizia psichiatrica sulla madre?

Ci sono tanti dubbi sulla vicenda delle sorelline uccise a Verona. Era stata fatta una perizia psichiatrica alla madre, affidata ai servizi sociali.

Sorelline uccise

Ci sono tanti dubbi sulla vicenda delle sorelline uccise a Verona. Era stata fatta una perizia psichiatrica alla madre, affidata ai servizi sociali. 

Sorelline uccise a Verona: la madre soffriva di problemi mentali

I dubbi sulla vicenda delle due sorelline uccise a Verona sono ancora tanti.

Sono state uccise dalla loro mamma, in una casa accoglienza. Il cadavere della donna è stato ritrovato mercoledì pomeriggio, 27 ottobre, nel fiume Adige. Secondo gli inquirenti si è suicidata gettandosi nel corso d’acqua, dopo aver ucciso le sue figlie. Il padre di Sabadi e Sandani, che avevano solo 11 e 3 anni, ha spiegato che la donna soffriva di problemi mentali. Sachithra Fernando Mahawaduge, 33enne di origini cingalesi, nei due anni trascorsi tra strutture d’assistenza e assistenti sociali, non ha mai mostrato nessun segno di instabilità.

 

Sorelline uccise a Verona: cosa è emerso dalla perizia psichiatrica sulla madre?

Come riportato da Il Corriere della Sera, Sachithra aveva deciso di lasciare il marito nel 2019 e si era rivolta ai servizi sociali, che l’hanno portata nella prima struttura, dove è rimasta un anno e mezzo. In seguito è andata in una seconda struttura, “Il porto delle mamme“, appartenente al circuito del comune di Verona “Mamma Bambino“, dove si è verificata la tragedia.

Il 2 ottobre 2020 il tribunale dei minorenni ha chiesto ai servizi sociali una perizia psichiatrica per la donna, un pronunciamento sulla sua capacità genitoriale e la ripresa degli incontri delle figlie con il padre. Ruwan Kiriwallage vedeva le sue figlie molto raramente. La perizia è stata effettuata un mese dopo e a novembre 2020 i medici hanno raggiunto la conclusione che “non sono emersi rilievi psicopatologici che portino alla diagnosi di una acuzie psichiatrica in atto o che motivino prescrizione a livello farmacologico“.

Sorelline uccise a Verona: “Niente lasciava presagire quello che è successo”

Sachitra, secondo gli specialisti, non era una donna pericolosa. I suoi atteggiamenti, però, indicavano che la sua insofferenza continuava a peggiorare. Ci sono stati anche diversi scontri con gli operatori della casa d’accoglienza dove viveva. Il padre continuava a non vedere le figlie, perché la donna non voleva. Gli operatori hanno provato a convincerla a permettere all’uomo di vedere le bambine, visto che nei suoi confronti non erano emersi comportamenti nocivi per le piccole. Per quanto riguarda la capacità genitoriale non c’è alcuna traccia di una relazione. Daniela Malleare, assessore ai Servizi sociali, ha spiegato che “niente lasciava presagire quello che è successo. Anche la perizia psichiatrica sulla donna, che abbiamo chiesto all’Usl, ha dato esito positivo senza nessun rilievo. Le nostre operatrici seguivano costantemente la loro vita quotidiana e le ultime relazioni scolastiche dipingevano le due bambine inserite e con progressi educativi“. 

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