Spagna, ragazzo italiano ucciso a botte in discoteca: killer pentito chiede il rilascio
Spagna, ragazzo italiano ucciso a botte in discoteca: killer pentito chiede il rilascio
Esteri

Spagna, ragazzo italiano ucciso a botte in discoteca: killer pentito chiede il rilascio

Il ragazzo ucciso
Niccolò Ciatti e l'aggressione

Rasul Bisultanov, 24 anni, l’atleta di lotta libera ceceno che la notte tra venerdì e sabato scorsi ha ucciso Niccolò Ciatti a Lloret de Mar, si dice pentito e chiede di poter tornare a casa.

In lacrime davanti al giudice

Atleta di lotta libera

Omicidio di Niccolò Ciatti nella discoteca St Trop’ di Lloret de Mar, in Spagna. Ora non si dà pace Rasul Bisultanov, il 24enne ceceno atleta di lotta libera richiedente asilo in Francia che nella notte che tra venerdì e sabato scorsi, ha ucciso a botte il nostro connazionale dopo che questi gli aveva dato una semplice spinta – come si vede dalle riprese delle telecamere di sorveglianza -. Nel suo primo interrogatorio davanti al giudice, l’assassino reo confesso di Niccolò ha dichiarato: “Vorrei non aver fatto questa cosa orribile”. Ha anche chiesto di poter tornare a casa, perché i suoi genitori “sono malati e non possono stare da soli”. Ma il magistrato, data la gravità del gesto che ha compiuto e il pericolo di fuga di Bisultanov, ne ha disposto la custodia cautelare in carcere in Spagna.

Invece gli altri due ceceni che hanno partecipato al pestaggio, un 20enne e un 26enne, sono stati rilasciati e hanno potuto tornare in Francia, dove anche loro risiedono, ma rimangono indagati per omicidio ed uno ha l’obbligo di dimora nell’area Schengen.

Le indagini e la dichiarazione dell’ex allenatore

Rissa in discoteca

Secondo la polizia catalana i tre giovani arrestati per l’omicidio di Niccolò Ciatti avevano avuto un “addestramento paramilitare”, ma sono stati giudicati troppo giovani per aver partecipato alla guerra in Cecenia e non è stata addebitata loro alcuna azione terroristica contro la Russia.

Per gli inquirenti Bisultanov avrebbe colpito mortalmente Niccolò perché, come già detto, è un atleta di lotta libera, ed anche in grado di partecipare a dei campionati.

Tuttavia il suo allenatore francese, Jean-Luc Beck, come ha già avuto occasione di affermare in questi giorni e ribadito al giornale “El periodico de Catalunya”, il ragazzo non dava l’impressione di essere un violento: Beck ha fatto presente che “la regola d’oro della nostra disciplina è quella di non fare del male agli altri” e ha parlato del suo ormai ex atleta come di un “ragazzo non violento, tranquillo, che non ha mai provocato problemi”. “E’ qui in Francia da 6 anni – ha aggiunto l’allenatore –Sono dispiaciutissimo per quello che è successo”. Dispiaciutissimo del fatto che Rasul, con i suoi amici, abbia tolto la vita ad un ragazzo giovane come lui, e abbia rovinato la propria, compromettendo magari una brillante carriera nell’ambito della lotta libera.

L’omonimo dell’assassino

Anche lui è un atleta di lotta libera

Intanto si è scoperto che in Cecenia vive un omonimo dell’assassino di Niccolò Ciatti, il quale viene bersagliato di insulti sui social e “dipinto come un mostro”, proprio perché scambiato per il killer del ragazzo toscano, con il quale, oltre che la nazionalità, condivide la passione per la lotta libera (vedi la foto della sua pagina Instagram, ndr). Ma lui – che ha la stessa età del povero Niccolò e quindi due anni in meno del ragazzo finito in carcere per averlo ucciso – è “innocente e – garantisce – porterò tutto in tribunale”.

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