A Milano, nella zona di Rogoredo, una sparatoria ha visto coinvolti quattro poliziotti delle Uopi e un 30enne cinese, rimasto gravemente ferito. Gli agenti sono indagati per lesioni colpose a titolo cautelativo, mentre l’uomo deve rispondere di tentato omicidio, rapina e minacce aggravate.
Sparatoria a Rogoredo e le accuse contro il 30enne Liu Wenham
Domenica 1 febbraio, intorno alle 14.30, Liu Wenham ha aggredito un vigilante in via Caviglia colpendolo con un bastone alla testa, sottraendogli la pistola in dotazione e fuggendo subito dopo. Successivamente l’uomo ha sparato almeno tre colpi contro una pattuglia della polizia che lo stava inseguendo, venendo a sua volta colpito dagli agenti, che hanno risposto al fuoco. “Ha puntato la pistola verso gli agenti, scarrellando per mettere il colpo in canna”, racconterebbero le ricostruzioni investigative.
Come riportato dal Corriere, il trentenne, privo di regolare permesso di soggiorno e con problemi psicologici denunciati dalla famiglia, è ora ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Niguarda. Deve rispondere di una lunga lista di accuse: tentato omicidio, rapina aggravata, lesioni aggravate, porto abusivo di arma da fuoco e minacce gravi.
Sparatoria a Milano, quattro agenti indagati: l’accusa e l’uso legittimo delle armi
Stando agli ultimi aggiornamenti dell’Ansa, i quattro poliziotti delle Uopi, le unità specializzate di primo intervento della Polizia di Stato, sono stati iscritti nel registro degli indagati. L’iscrizione, a titolo di concorso in lesioni colpose, è “un atto dovuto”, poiché interviene la scriminante dell’uso legittimo delle armi prevista dall’art.53: un principio che tutela chi utilizza armi per adempiere a un dovere, come spiegato dalla Procura, e che “al termine delle indagini può portare all’archiviazione del reato”.
Uno degli agenti, in particolare, ha sparato colpendo il 30enne cinese Liu Wenham, che ora versa in condizioni gravissime. Il fascicolo, coordinato dal procuratore Marcello Viola e dalla pm Simona Ferraiuolo, è supportato dagli accertamenti della Squadra Mobile, finalizzati a ricostruire nei minimi dettagli la dinamica dei fatti e garantire la piena partecipazione degli indagati con i loro consulenti.