Le tensioni in Medio Oriente continuano a dominare le cronache internazionali, con gli Stati Uniti e l’Iran in una delicata partita diplomatica e militare. La situazione negli stretti di Hormuz e Bab el Mandeb è critica, con ripercussioni globali sul commercio marittimo e la sicurezza energetica.
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno a disposizione molte più munizioni di quante ne servano, smentendo le voci su un possibile esaurimento delle scorte.
Nel frattempo, i colloqui tra Iran e Oman per la gestione dello Stretto di Hormuz proseguono, mentre gli Houthi hanno annunciato un blocco navale contro l’Arabia Saudita.
La situazione nello Stretto di Bab el Mandeb
Lo Stretto di Bab el Mandeb, nel Mar Rosso non è completamente chiuso, ma il traffico navale è fortemente ridotto.
Secondo i dati di navigazione di Kepler, il numero di navi che lo attraversano è sceso da una settantina al giorno a sole 12. Gli Houthi hanno chiarito che il blocco marittimo riguarda solo la parte saudita, permettendo il transito di due superpetroliere cinesi della Cosco.
La missione navale europea Aspides ha innalzato il livello di minaccia nello Stretto di Bab el Mandeb da medio ad alto, spingendo alcune imbarcazioni a scegliere rotte alternative come il Canale di Suez, che triplica i tempi di viaggio per quelle dirette in Asia.
L’attacco alle petroliere saudite
Gli attacchi degli Houthi contro installazioni petrolifere saudite hanno ulteriormente complicato la situazione. L’Idf ha neutralizzato il capo delle forze di sicurezza interne di Hamas, mentre il governo di Riad cerca una mediazione con l’Oman per evitare un’ulteriore escalation.
Lo Stretto di Hormuz: una situazione di stallo
Lo Stretto di Hormuz è quasi del tutto bloccato, con soli tre transiti giornalieri. La petroliera NewGiant, diretta al porto cinese di Rizhao, è stata l’unica a passare giovedì. Circa seimila uomini sono bloccati nello Stretto, e l’ONU ha chiesto la loro evacuazione, denunciando una grave crisi umanitaria.
Il regime iraniano non rinuncia alla sovranità su Hormuz, come ribadito dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Una delegazione dell’Oman si è recata a Teheran per discutere la gestione del traffico navale, mentre gli Stati Uniti e il Regno Unito stanno valutando la formazione di una coalizione internazionale per proteggere la via marittima.
La situazione rimane delicata, con implicazioni significative per il commercio globale e la sicurezza energetica. Le prossime mosse diplomatiche e militari saranno cruciali per determinare l’evoluzione della crisi.
