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Stretto di Hormuz: gli attacchi americani contro l'Iran entrano nel nono giorno

Stretto di Hormuz: gli attacchi americani contro l'Iran entrano nel nono giorno

Gli Stati Uniti hanno intensificato gli attacchi contro l'Iran per la nona notte consecutiva, mirando a ridurre le capacità militari iraniane. Scopri le ultime novità e le dichiarazioni di Trump.

Le tensioni in Medio Oriente continuano a salire. Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran per la nona notte consecutiva, con l’obiettivo di ridurre le capacità militari iraniane. Gli attacchi, iniziati alle 19:00 (l’1 di lunedì in Italia), mirano a proteggere le navi commerciali e i marittimi civili che transitano nello stretto di Hormuz.

Gli attacchi americani e la risposta iraniana

Il Comando centrale americano (Centcom) ha annunciato su X l’avvio di una nuova serie di attacchi contro l’Iran. Gli obiettivi includono centri di comando, siti di difesa aerea, sistemi missilistici e di droni, nonché strutture di sorveglianza costiera. Nonostante gli attacchi, i pasdaran iraniani non sembrano intenzionati a cedere.

“Lo stretto di Hormuz resterà chiuso fino a quando le aggressioni non si fermeranno”, hanno dichiarato con fermezza.

In risposta agli attacchi americani, l’Iran ha colpito siti statunitensi nei Paesi del Golfo, tra cui BahreinGiordania e Kuwait. La situazione è ulteriormente complicata dalle dichiarazioni di Donald Trump che ha minacciato di distruggere tutte le centrali e i ponti iraniani se Teheran non si siederà al tavolo delle trattative.

La situazione nello stretto di Hormuz

Il traffico navale nello stretto di Hormuz è ulteriormente diminuito, con solo tre navi transitati nelle ultime 24 ore. Prima dell’inizio della guerra, attraversavano quotidianamente lo stretto in media circa 110 navi. Il fenomeno del GPS spoofing che altera la posizione trasmessa dalle navi, rende ancora più difficile monitorare il traffico nello stretto.

L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che una torre per le comunicazioni a Bandar Abbas è stata colpita, causando un’interruzione della corrente elettrica nella zona e il ferimento di sette persone. Inoltre, ondate di droni iraniani hanno provocato danni materiali in Kuwait prendendo di mira “diverse strutture vitali”.

Le dichiarazioni di Trump e Netanyahu

Donald Trump ha dichiarato che gli attacchi contro l’Iran continueranno “fino a quando non dirò basta”. Ha inoltre convocato il Consiglio di sicurezza nazionale nella Situation Room per valutare tutte le opzioni sul tavolo, incluso un possibile attacco contro il petrolio iraniano. Nonostante la nuova escalation, Trump continua a sostenere che una soluzione negoziata resti possibile.

Il primo ministro di IsraeleBenyamin Netanyahu ha disdetto la sua presenza alla Casa Bianca. Nel frattempo, il vicepresidente americano JD Vance ha accusato alcuni membri del governo israeliano di aver tentato di influenzare l’opinione pubblica e la politica statunitense per impedire l’accordo che ha portato alla fine della guerra con l’Iran e prolungare la campagna militare.

La situazione in Medio Oriente rimane estremamente tesa, con entrambe le parti che sembrano determinate a non cedere. Le prossime settimane saranno cruciali per determinare l’evoluzione del conflitto e le possibili soluzioni diplomatiche.

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