Il governo si trova a un bivio sulla gestione del sostegno ai carburanti: con la scadenza imminente del taglio delle accise, si valuta se prorogare lo sconto generalizzato alla pompa oppure sostituirlo con una misura più mirata, come un bonus destinato alle famiglie a basso reddito. La decisione potrebbe segnare un cambio di approccio nella politica degli aiuti energetici.
Carburanti, scadenza del taglio delle accise e possibile svolta negli aiuti
Si avvicina il termine del taglio delle accise sui carburanti, una misura introdotta in fase emergenziale per attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi energetici e ora in scadenza tra il 6 e il 7 giugno. L’intervento ha comportato una riduzione di circa 6,1 centesimi al litro sulla benzina e 12,2 centesimi sul gasolio, con un costo rilevante per lo Stato stimato attorno ai 10 milioni di euro al giorno.
In totale, negli ultimi mesi, la spesa pubblica per mantenere lo sconto ha raggiunto circa 2 miliardi di euro.
Il quadro dei prezzi appare oggi più stabile rispetto ai picchi precedenti: il gasolio è sceso sotto i 2 euro al litro, mentre la benzina si mantiene intorno a 1,93 euro. Senza proroghe, però, le stime indicano possibili rialzi fino a circa 2 euro per la benzina e 2,1 per il diesel.
In questo contesto, il governo sta valutando un cambio di impostazione, anche in linea con le indicazioni di organismi come il Fondo monetario internazionale e la Commissione europea, orientati a ridurre i sussidi generalizzati e concentrare il sostegno sui nuclei più fragili.
Tra le opzioni resta anche una proroga dello sconto, eventualmente rimodulata in base ai carburanti con i maggiori aumenti, ma richiederebbe nuove coperture, forse attraverso fondi europei ancora non utilizzati. Le tensioni geopolitiche in corso, inoltre, mantengono alta l’incertezza su possibili nuovi rincari futuri, con effetti a catena anche su trasporti e distribuzione.
Taglio accise verso lo stop, il governo valuta bonus carburante da 100 euro: requisiti e beneficiari
L’ipotesi che sta guadagnando più peso all’interno dell’esecutivo riguarda però il superamento dello sconto generalizzato in favore di un aiuto selettivo. La misura allo studio prevede un bonus una tantum da circa 100 euro destinato ai nuclei con Isee ordinario inferiore a 15.000 euro, con una platea stimata di circa 1,2 milioni di famiglie. Il contributo verrebbe erogato attraverso il circuito della social card già utilizzato per strumenti come la “Carta Dedicata a Te”, destinata all’acquisto di beni di prima necessità e in attesa di una nuova edizione tramite decreto attuativo.
Il costo complessivo del bonus sarebbe sensibilmente inferiore rispetto al taglio delle accise, attestandosi intorno ai 120 milioni di euro, con possibile copertura tramite l’incremento del gettito IVA legato all’aumento dei prezzi alla pompa. L’obiettivo del governo è duplice: sostenere le fasce economicamente più deboli e, allo stesso tempo, contenere la spesa pubblica rispetto a un intervento esteso a tutti gli automobilisti.
Nel frattempo, la Commissione europea ha aperto a nuove flessibilità di bilancio per investimenti legati alla sicurezza energetica, ma ha escluso l’utilizzo di tali risorse per finanziare sconti sui carburanti. I fondi saranno invece destinati a progetti di transizione energetica come rinnovabili, reti elettriche, sistemi di accumulo, veicoli elettrici e fotovoltaico. Sul punto, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha espresso soddisfazione per l’apertura europea, sottolineando come le nuove regole possano favorire interventi più strutturali a sostegno di famiglie e imprese.