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Negli uffici della Guardia di Finanza di Terni si è aperto un nuovo capitolo per la Ternana. La presidente Claudia Rizzo e la madre Laura Melis sono state ascoltate dal procuratore capo Antonio Laronga come persone informate sui fatti, a seguito di due esposti presentati dalla famiglia Rizzo tramite l’avvocato Manlio Morcella. Le audizioni fanno parte di una delega di accertamenti affidata alla Gdf di Mauro Marzo e riguardano operazioni economiche e gestionali che coprono un periodo preciso e delicato della vita societaria.
Al centro dell’attenzione investigativa c’è l’intervallo che va da giugno 2026 a settembre 2026, incluso il periodo tra il 15 giugno e il 15 settembre quando la governance apparì formalmente in mano ai precedenti amministratori ma, secondo gli atti, era stata limitata da una procura a vendere a favore di soggetti vicini a Massimo Ferrero. Le ricostruzioni parlano di una serie di operazioni che hanno portato a scoperti di bilancio, anticipi finanziari e richieste giudiziali, tutte questioni ora valutate dai magistrati.
Indagine e audizioni
La maxi inchiesta indaga transazioni e scelte gestionali che, se confermate, possono configurare responsabilità penali e contabili. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti figura l’infedeltà patrimoniale, un reato che si verifica quando amministratori o figure apicali provocano intenzionalmente un danno patrimoniale alla società per ottenere un profitto ingiusto e che prevede sanzioni detentive. Nell’inchiesta risultano indagati, tra gli altri, l’ex super consulente della società, Massimo Ferrero, e l’ex amministratore unico, Tiziana Pucci, per il loro ruolo nelle operazioni contestate.
Quali operazioni sono sotto la lente
Tra le poste attentamente esaminate ci sono anticipi e sponsorizzazioni non corrisposte: una procura che aveva garantito l’anticipazione di 2 milioni da parte di UniCusano per far fronte a scadenze federali, e richieste giudiziali di quasi 3 milioni di euro tramite decreti ingiuntivi per sponsorizzazioni mai versate. Sono queste le voci che avrebbero creato i buchi di bilancio che la famiglia Rizzo ha successivamente tentato di tamponare con risorse proprie, evitando al momento un tracollo economico della società.
Criticità economiche e scambi contestati
Oltre alle sponsorizzazioni, gli inquirenti scrutinano operazioni sportive potenzialmente utilizzate per ribilanciare i conti. Un episodio emblematico riguarda lo scambio proposto tra il giovane Cristian Vaccaro della Ternana e Flavio Ciufferi del Trapani: i calcoli mostravano una plusvalenza per la società umbra intorno ai 70 mila euro, ma con un forte alleggerimento dei costi relativi agli stipendi. Vaccaro aveva uno stipendio intorno ai 20 mila euro lordi, mentre il giocatore del Trapani risultava con un contratto molto più oneroso, oltre 200 mila euro e destinato a salire fino a 250 mila nella stagione 2026/27.
Altri elementi indagati
Le contestazioni non si limitano ai trasferimenti: secondo gli atti Ferrero avrebbe favorito l’assunzione del suo autista storico tramite una società del gruppo, riconoscendogli compensi per attività straordinarie e tentando, sempre secondo le ricostruzioni, di trattenere un’auto aziendale in uso alla Ternana. A Tiziana Pucci viene inoltre contestata una fattura per attività di supporto alla chiusura della cessione: elementi che compongono un quadro operativo ora valutato dagli investigatori.
Sicurezza al Liberati e possibili conseguenze pratiche
Parallelamente alle indagini giudiziarie, la Ternana deve affrontare questioni pratiche legate alla gestione degli impianti: il 12 marzo 2026 è previsto un incontro con il prefetto Antonietta Orlando per discutere la regolarizzazione dei pagamenti verso la società che da anni fornisce gli steward allo stadio Liberati, la LD Security Service. I ritardi accumulati, in parte riconducibili a passate gestioni, avrebbero portato a un esposto economico vicino ai 200 mila euro e creato una situazione che, se non risolta, potrebbe compromettere l’idoneità a ospitare le gare.
L’impatto pratico di questi debiti e delle ingiunzioni – stimate attorno ai 2 milioni – rischia di tradursi in provvedimenti come il pignoramento degli incassi al botteghino e degli introiti pubblicitari, con effetti immediati sull’operatività della società. Nonostante un cauto ottimismo sulla possibilità di giocare la partita interna contro la Sambenedettese del 20 marzo 2026, la situazione rimane fluida e condizionata dall’esito delle verifiche giudiziarie e dagli accordi sulla regolarizzazione dei pagamenti.