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Paura nella notte a Palermo: scosse ravvicinate, torna l’allerta per il terremoto

terremoto palermo

Registrate due scosse al largo della costa siciliana. Nessun danno segnalato, ma resta alta l’attenzione sul terremoto a Palermo.

È successo nel cuore della notte, senza preavviso e senza conseguenze. Due scosse di lieve entità sono state registrate al largo della costa palermitana tra lunedì e martedì, riaccendendo l’attenzione sull’attività sismica nel Tirreno meridionale. I dati arrivano dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che ha rilevato i movimenti attraverso la Sala sismica di Roma, delle scosse di terremoto a Palermo.

Terremoto a Palermo, cosa è accaduto nel cuore della notte?

La prima scossa arriva pochi minuti prima delle 2 è lieve, magnitudo 2.6. In molti evidentemente non se ne accorgono nemmeno, altri sì. Poi, alle 2:17, il secondo segnale. Più netto. Magnitudo 3.2. È quello che fa sobbalzare, quello che si sente meglio. L’ipocentro è profondo, circa 33 chilometri sotto il livello del mare. E questo, spiegano i tecnici dell’INGV nei loro bollettini ufficiali, è un dettaglio decisivo.

Dove è avvenuto l’epicentro? Il punto esatto della scossa di terremoto viene localizzato in mare aperto, circa 80 chilometri a nord-ovest di Palermo e 92 chilometri da Bagheria. Coordinate precise, aggiornate in tempo reale dalla Sala sismica di Roma, sembrerebbe che la profondità abbia attutito l’onda, la costa viene così risparmiata… A questo punto paura sì ma fortunatamente danni no. Ed è forse questo il confine sottile che separa una notte agitata da qualcosa di ben peggiore.

Non risultano feriti. Nessuna segnalazione di crolli o lesioni struttrali. Le verifiche iniziali, come sempre in questi casi, si basano sui dati ufficiali e sulle prime comunicazioni delle autorità locali. Tutto confermato. Ma intanto il sonno, quello, è andato.

Il terremoto a Palermo e la sequenza sismica: i dati INGV e il monitoraggio continuo

Il doppio evento anche questo non sembra arrivare dal nulla, no certo che no, chi segue questi fenomeni lo sa. E lo sanno bene anche i tecnici dell’INGV e della Protezione Civile, che monitorano la Sicilia senza pause. Il terremoto a Palermo si inserisce in un quadro più ampio, fatto di piccoli segnali ripetuti, distribuiti nel tempo.

Solo nelle ultime due settimane, la provincia intera sembra essere stata interessata da altri episodi… Dove? A Casteldaccia per esempio, una scossa di magnitudo 2.7. A Sclafani Bagni, un evento di magnitudo 3. Numeri che, presi singolarmente, non fanno notizia. Ma messi in fila raccontano qualcosa.

Il caso più significativo resta quello di Blufi, la scorsa settimana, addirittura uno sciame sismico vero e proprio, con una scossa principale arrivata a magnitudo 3.7. Anche lì, come confermato dalla Protezione Civile dopo i sopralluoghi, nessuna criticità strutturale. Edifici controllati. Tutto regolare. O quasi.

Gli esperti parlano di normale dinamica di assestamento delle placche tettoniche… Una spiegazione tecnica, razionale eppure, quando il pavimento vibra anche solo per pochi secondi, la teoria passa in secondo piano. Conta la senszione sicuramente quel rumore sordo, difficile da descrivere.

La Sala sismica di Roma continua a osservare ogni variazione ogni minimo scarto nei dati. La profondità delle scosse, tra i 30 e i 33 chilometri, resta un elemento chiave. È ciò che, ancora una volta, ha evitato conseguenze più serie per i centri abitati costieri.