Nell’arco di 48 ore si sono verificati tre attacchi da parte di squali nelle spiagge della zona nord di Sydney, costringendo le autorità locali ad annunciarne la chiusura. L’episodio più recente è avvenuto nella serata di lunedì 19 gennaio a Manly, dove un surfista di circa 20 anni è stato morso a una gamba, ora ricoverato in condizioni critiche, come riportato da TGCOM24.
In precedenza, un bambino di 10 anni è rimasto illeso dopo che uno squalo lo ha sbalzato dalla tavola da surf, mentre un altro ragazzo era stato gravemente ferito in un attacco avvenuto domenica 18 gennaio.
Attacchi di squali in Australia: gli ultimi episodi
Secondo quanto riportato dalla polizia del Nuovo Galles del Sud, le ultime intense piogge hanno reso l’acqua torbida, creando condizioni favorevoli agli squali toro, una specie che predilige acque salmastre. L’area delle Northern Beaches rimarrà chiusa fino a nuovo avviso. In Australia si registrano in media circa 20 attacchi di squalo l’anno, con meno di tre casi mortali. L’ultimo e più grave episodio ha coinvolto un surfista ventenne che ha riportato ferite profonde alle gambe ed è stato ricoverato in ospedale in condizioni critiche, come riferito dalla polizia del Nuovo Galles del Sud in un comunicato. È stato salvato dai passanti che lo hanno trascinato fuori dall’acqua e hanno fornito i primi soccorsi in attesa dei medici. Poche ore prima, uno squalo aveva staccato un grosso pezzo dalla tavola di un giovanissimo surfista circa quattro chilometri più a nord lungo la costa, lasciando il ragazzino di dieci anni illeso ma visibilmente sotto shock; la spiaggia era stata chiusa immediatamente. Ancora prima, un ragazzo di dodici anni era stato gravemente ferito mentre nuotava nel porto di Sydney ed era stato trasferito nel reparto di terapia intensiva del Sydney Children’s Hospital.
Attacchi di squali in Australia: i dati e le cause
Negli ultimi mesi la regione aveva già vissuto momenti drammatici legati alla presenza di grandi predatori marini. A settembre 2025 un grande squalo bianco aveva ucciso un surfista su una spiaggia affollata a nord di Sydney. A novembre 2025, invece, uno squalo leuca aveva ucciso una donna che nuotava al largo di una spiaggia, sempre nella stessa zona. Gli scienziati ritengono che acque sempre più affollate e l’aumento delle temperature oceaniche stiano modificando i modelli di migrazione degli squali, contribuendo all’incremento degli incontri ravvicinati con l’uomo. Nonostante la pesca eccessiva stia riducendo alcune popolazioni, le condizioni ambientali mutate sembrano spingere sempre più esemplari verso la costa. Non sorprende quindi che la preoccupazione stia crescendo. Fin dall’inizio delle statistiche nel 1791, in Australia sono stati registrati oltre 1.280 incidenti legati agli squali, con più di 250 morti, secondo un database che documenta nel dettaglio le interazioni tra esseri umani e questi grandi predatori.