Torino, giorno di lutto per Erika: striscione in piazza San Carlo
Torino, giorno di lutto per Erika: striscione in piazza San Carlo
Cronaca

Torino, giorno di lutto per Erika: striscione in piazza San Carlo

Torino
Torino in lutto per Erika

Torino piange la scomparsa di Erika, la giovane tifosa juventina rimasta coinvolta nella drammatica notte di Piazza San Carlo. Uno striscione per lei.

Torino dice addio ad Erika, la tifosa della Juventus che durante la finale di Champions League era rimasta coinvolta nei gravi incidenti di Piazza San Carlo.

Non ce la fatta Erika, per lei non c’è stato nulla da fare, se non ora piangerla e ricordarla per ciò che di terribile è avvenuto la notte del 3 giugno a Piazza San Carlo, mentre Real Madrid e Juventus si contendevano a molti chilometri di distanza, la coppa nella finale di Champions League.

Erika Pioletti, 38 anni, era originaria di Domodossola, ed insieme al suo fidanzato, Fabio, seguiva come molte altre centinaia di persone la gara che avrebbe assegnato la coppa di Champions League. Era proprio davanti al maxischermo che illuminava Piazza San Carlo, con il senno di poi, il luogo peggiore dove ritrovarsi quando, senza un motivo particolarmente significativo, un’enorme massa di persone ha preso a scappare.

Come alcune indagini hanno chiarito, alla base del panico diffusosi in un attimo della folla, forse lo scoppiare di alcuni petardi, e poi la notizia falsa di un attentato in atto nella piazza.

Erika non ha avuto il tempo di mettersi in salvo, di evitare di essere schiacciata dalla folla impazzita.

Ad accertare le cause della morte ci ha poi pensato l’autopsia effettuata sul corpo della giovane donna. La violenza subita dalla fuga delle tante persone presenti quella notte in Piazza San Carlo, ha dapprima determinato l’arresto del cuore, fatto che in pochi minuti, ha poi cagionato la morte del cervello, nonostante Erika fosse stata soccorsa con rapidità, ed “aiutata” con un massaggio cardiaco esterno.

Tutto inutile purtroppo, ogni sforzo fatto sia nel primo soccorso che nei giorni successivi in ospedale dove era stata portata, non l’hanno salvata dal suo triste destino.

La famiglia, prontamente avvisata dai sanitari del nosocomio, si erano resi disponibili affinché gli organi di Erika potessero essere resi disponibile per altre persone, per altre vite, purtroppo l’indagine condotta dagli inquirenti ha negato questa possibilità.

I fatti di Torino, hanno originato la decisione di rivedere i regolamenti inerenti manifestazioni come quella della notte del 3 giugno, troppo tardi per Erika purtroppo, per la quale il destino ha scritto una pagina triste e drammatica.

Torino per un giorno ha ricordato la sua scomparsa, e sul luogo della tragedia è anche apparso uno striscione, poche parole dedicate a lei, in ultimo disperato addio, in ultimo accorato abbraccio ad un’innocente, vittima della paura, del panico, ma anche di un’organizzazione che necessariamente è ancora sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti.

Per Erika il finale è stato drammatico, mentre invece pochi giorni fa è tornato a sorridere il bambino di soli nove anni che pure era stato ferito in Piazza San Carlo.

Per lui la brutta avventura si è chiusa con il ritorno nella sua squadra di calcio, ed anche con una videochiamata del suo idolo: Dybala.

Torino piange Erika e riflette, su come sia stato possibile che una notte di sport e festa, si sia trasformata in paura, terrore e morte.

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