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Toscana, ricorso al Tar di mille operatori sanitari contro l’obbligo dei vaccini anti-covid

Ricorso in Toscana contro obbligo vaccini, l'avvocato che segue i ricorrenti: "stiamo raccogliendo le firme per un altro ricorso"

toscana vaccini

Circa mille operatori sanitari, tra medici e infermieri, hanno presentato un ricorso al Tar della Toscana per chiedere la sospensione dei provvedimenti nei confronti di coloro che non si sono vaccinati.

Ricorso al Tar della Toscana contro obbligo vaccini

Sono circa un migliaio i medici e infermieri che hanno fatto un ricorso al Tar della Toscana per chiedere la sospensione dei provvedimenti nei confronti di coloro che non si sono vaccinati.

Sanzioni previste dalle Asl di appartenenza in caso di mancato adempimento dell’obbligo vaccinale.

La notizia è stata riportata da Repubblica e confermata oggi dal legale che assiste nella causa gli operatori sanitari, come scrive LaPresse. 

Abbiamo già notificato ed è in corso di deposito il ricorso con circa 1.000 ricorrenti, ma stiamo raccogliendo altre firme, circa 200, per un altro ricorso uguale”, ha affermato l’avvocato Tiziana Vigni che segue i ricorrenti col collega Daniele Granara docente di diritto costituzionale e che era stata candidata alla presidenza della Toscana per la lista ‘Vaccini Vogliamo Verità’.

Ricorso obbligo vaccini in Toscana: medici e ospedalieri tra ricorrenti

Da quanto riporta Firenze Today i ricorrenti sarebbero medici di famiglia e ospedalieri, i psichiatri, veterinari, psicologi, farmacisti, biologi, infermieri, tecnici di laboratorio oss, impiegati e contabili: tutti lavoratori della sanità pubblica o di strutture private convenzionate che rischiano il demansionamento o la sospensione dopo che le Asl hanno notificato loro le lettere di diffida. Sempre da quanto riporta il giornale, alcuni ricoprirebbero  incarichi dirigenziali.

Da quanto si apprende, la pronuncia del Tar di Firenze dovrebbe avvenire il 7 settembre.

Obbligo  vaccini sanitari Toscana: gli altri ricorsi

Uno dei passaggi del ricorso, come riporta Repubblica, recita: “Un ordinamento che voglia definirsi libero e democratico non può imporre ai propri consociati trattamenti sanitari dei quali non vi sia certezza in ordine alle garanzie di efficacia e sicurezza, né esporli ad alcun tipo di rischio per la salute che non sia temporaneo e/o di lieve entità”.

In altre regioni, tribunali amministrativi regionali e giudici del lavoro stanno respingendo alcuni ricorsi presentati da medici, infermieri o Oss contro le sanzioni a loro comminate per non essersi sottoposti alla vaccinazione, come disposto  dal decreto Covid di aprile (n. 44/2021).

A proposito della presunta incostituzionalità dell’obbligo vaccinale di cui parlano molti novax riferendosi all’art 32 della Costituzione, si era pronunciato il  giurista e giudice emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese durante un intervento televisivo di circa un mese fa. “Non capisco perché si dubiti ancora della possibilità che, con una legge, si imponga l’obbligatorietà della vaccinazione. Abbiamo leggi del 1939, 1963, 1966, 1991 e 2017 connesse a vaccini di tipo diverso e che prevedono l’obbligo vaccinale”. “Pertanto, è possibile introdurre un obbligo per legge: lo prevedono la Costituzione e la Corte Costituzionale stessa, che nel 2018 si era già espressa nel merito, con una sentenza molto ampia e dettagliata”.

Intanto in Sicilia – la prima regione a rischiare la zona gialla  – l’ordine dei medici di Siracusa ha ha sospeso – fino al 31 dicembre – ben 49 medici non ancora vaccinati contro il Covid.

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