In un processo a porte chiuse, la giornalista russa Daria Shipacheva è stata condannata a 12 anni di carcere per tradimento. La sentenza, emessa dal tribunale di Mosca, ha scatenato reazioni internazionali e sollevato interrogativi sulle libertà di stampa in Russia.
Shipacheva, nata in Ucraina, è stata arrestata ad e trasferita in una struttura di detenzione a Rostov-on-Don prima di essere spostata nella famigerata prigione di Lefortovo a Mosca.
Il processo, durato solo 90 minuti, è stato tenuto segreto e le accuse contro di lei sono rimaste avvolte nel mistero.
Le accuse e il processo a porte chiuse
Secondo fonti vicine a Shipacheva, le accuse di tradimento sarebbero legate a un trasferimento di denaro effettuato a un familiare in Ucraina. Gli investigatori avrebbero reinterpretato il motivo del trasferimento per costruire l’accusa di tradimento.
La giornalista ha scelto di non rendere pubblici i dettagli del suo arresto o del processo, temendo che ciò potesse portare a una condanna più severa.
Tuttavia, recentemente ha chiesto ai suoi amici di invitare i giornalisti all’udienza di sentenza. Un video pubblicato dall’outlet indipendente Sotavision mostra la reazione scioccata di Shipacheva all’annuncio della sentenza.
La difesa aveva chiesto una pena più leggera, sottolineando la collaborazione di Shipacheva con le autorità e la sua ammissione di colpa.
Il contesto e le implicazioni
Daria Shipacheva ha lavorato come giornalista scientifica e medica per diverse testate russe, tra cui Forbes Russia, RBC e Takie Dela. Prima del suo arresto, era stata oggetto di molestie online da parte del gruppo ultra-nazionalista vietato ‘Male State’ a causa delle sue opinioni femministe.
La condanna di Shipacheva si inserisce in un contesto di crescente repressione delle libertà di stampa in Russia. Secondo l’outlet esiliato Vyorstka, nel primo semestre del 2026, i tribunali russi hanno condannato un record di 312 persone per accuse di tradimento, spionaggio e collaborazione illegale con uno stato straniero.
Altri casi di tradimento
Lo stesso giorno della condanna di Shipacheva, altri due individui sono stati condannati per tradimento. Alexander Glukhoedov, un 66enne di Sebastopoli annessa, è stato condannato a 18 anni di carcere per aver presuntamente sorvegliato veicoli militari e navi da guerra russe. Alexander Karpovets, uno studente universitario ucraino di 22 anni, ha visto la sua detenzione prorogata, con l’unico pezzo di ‘prove’ contro di lui il suo telefono cellulare.
Questi casi evidenziano un aumento delle persecuzioni basate su accuse di tradimento e spionaggio, soprattutto dal inizio della guerra in Ucraina nel 2026. La comunità internazionale continua a monitorare da vicino la situazione delle libertà di stampa e dei diritti umani in Russia.
