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Il Capodanno rappresenta un momento di riflessione e celebrazione per molti russi, soprattutto per coloro che si trovano lontano dalla loro terra natale. Con l’inizio della guerra in Ucraina e le conseguenti migrazioni, molti russi si sono trovati a dover affrontare questo periodo festivo in paesi stranieri, cercando di mantenere vive le tradizioni che li legano alla loro cultura.
In questo articolo, si esplorerà come i russi in diaspora vivono le festività di Capodanno, mantenendo un legame con le loro radici attraverso rituali e piatti tipici, come l’immancabile insalata Olivier.
Un nuovo inizio e la nostalgia del passato
Sergei, un esperto informatico di 30 anni attualmente residente a Bucarest, è uno dei tanti russi che ha lasciato il proprio paese dopo l’invasione dell’Ucraina. Quest’anno, per la prima volta, spera di guardare per intero L’ironia del destino, un film cult che per molti russi simboleggia il Capodanno. È una tradizione un po’ strana, ma ha un suo fascino, ammette Sergei.
Per lui e per molti altri, il Capodanno rappresenta non solo una celebrazione, ma anche un modo per sentirsi legati alla propria cultura. Anche se lontano dalla Russia, la preparazione di piatti tradizionali come l’insalata Olivier e il consumo di mandarini diventa un rito fondamentale per ricreare un senso di appartenenza.
Tradizioni culinarie in contesti diversi
Manya, una giovane di 28 anni che vive a Dubai, ha recentemente festeggiato il Natale per la prima volta il 25 dicembre. Ha organizzato una cena con amici europei e ha preparato l’insalata Olivier, un piatto che non può mancare durante le festività. Ho dovuto cercare ingredienti specifici in negozi non halal, ma ne è valsa la pena, racconta Manya, che ha trovato conforto nel condividere le tradizioni culinarie russe con i suoi nuovi amici.
Allo stesso modo, Anfisa, residente a Parigi, ha organizzato un incontro con amici per preparare piatti russi, rendendo omaggio ai suoi ricordi d’infanzia. La tradizione di preparare panini con baguette e formaggio Camembert è un modo per unire le mie radici russe con la cultura francese, spiega. Questo mescolarsi di tradizioni è un tema ricorrente tra i russi emigrati, che cercano di creare un ponte tra il loro passato e il presente.
Reinventare il Capodanno all’estero
Alcuni russi, come Dasha, che vive in Canada, si trovano a dover adattare le proprie tradizioni a nuove realtà. Il Capodanno non è così celebrato qui come il Natale, ma cerco di ricreare l’atmosfera con l’insalata Olivier e i mandarini, racconta. La nostalgia per le celebrazioni passate è forte, ma la possibilità di reinterpretare queste tradizioni in un contesto diverso offre anche nuove opportunità.
Yekaterina, che risiede a Valencia, esprime un senso di dissonanza nel celebrare il Capodanno in un clima caldo. La presenza di una palma accanto all’albero di Natale non riesce a farmi sentire l’atmosfera giusta, afferma, mentre si prepara a festeggiare con amici russi e piatti tipici. Nonostante le differenze culturali, l’importanza delle tradizioni rimane centrale per tutti loro.
La connessione con le radici culturali
In questo contesto, molti russi trovano un senso di comunità e appartenenza nelle celebrazioni. Kirill, che vive a Berlino, ricorda come sia difficile non festeggiare il Capodanno con la propria famiglia. Cerchiamo di mantenere vive le nostre tradizioni, preparando i piatti tipici e guardando i film sovietici, racconta, evidenziando come l’atto di celebrare insieme, anche se virtualmente, possa alleviare la solitudine.
Le celebrazioni di Capodanno dei russi all’estero rappresentano un mix di nostalgia e innovazione. Mantenendo vive le tradizioni culinarie e culturali, questi emigrati riescono a creare un legame con la loro patria, trasformando un momento di festa in un’opportunità per riflettere sul passato e abbracciare il nuovo.