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Trump Russiagate, l’accusa di cospirazione di Manafort e i timori

Trump Russiagate, sempre più timori, a maggior ragione ora che è sono stati arrestati Manafort e Gates.

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Trump Russiagate: le indagini sul caso della campagna elettorale truccata continuano ed ora sembra che stiano preoccupando seriamente il Presidente degli Stati Uniti d’America. Il suo capo della campagna elettorale, Paul Manafort, infatti, è stato arrestato e posto ai domiciliari insieme a Rick Gates, suo braccio destro.

Manafort e Gates sono stati incriminati principalmente per riciclaggio di denaro ed evasione fiscale, ma sono dodici i capi capi d’accusa, tra i quali la cospirazione.

Trump Russiagate

Trump Russiagate è un termine che ormai conosciamo bene da prima dell’elezione di Donald Trump, quando ancora si era in campagna elettorale. Ma quali sono gli aspetti più importanti del Russiagate e cosa rischia ora Trump? Il Russiagate, infatti, sta diventando un caso sempre più grande, nato inizialmente come una serie di ipotesi e supposizioni, l’indagine sul ruolo attivo della Russia nelle scorse elezioni presidenziali americane sta adesso diventando un serio problema per Donald Trump.

Le elezioni statunitensi dello scorso novembre sono state tra le più dinamiche, ma anche tra le più controversie della storia americana nelle quali non sono stati risparmiati colpi di scena.

Il successo alle elezioni di Trump, però, ha destato fin da subito sospetti e non sono mancate accuse e supposizioni circa l’aiuto che Vladimir Putin ha dato per favorire la sua vittoria. Tutti questi dubbi, i sospetti e le ipotesi di complotto, hanno portato l’FBI a dare avvio, all’inizio del 2017, a delle indagini che potessero fare chiarezza.

Il primo bagliore di quello che sarà il Trump Russiagate arriva a metà del marzo 2016, quando Trump nomina due esponenti considerati molto vicini alla Russia: Paul Manafort e Rick Gates, incaricati di gestire la campagna elettorale presedenziale. Poco dopo, nell’agosto 2017, Manafort è costretto a dimettersi dal suo ruolo nella campagna elettorale americana perchè accusato di aver ricevuto ingenti finanziamenti da parte della Russia.

E’ proprio questo fatto che inizia a suscitare sospetti circa il ruolo attivo di Putin nelle elezioni americane per favorire il tycoon.

A pochi giorni dal voto, ecco che alcuni hacker russi pubblicano i contenuti di alcune mail dell’entourage democratico della Clinton, con Trump che subito attacca la sua avversaria, accusandola di essere una donna vicina ai poteri forti. Fatto, questo, che ha sicuramente influenzato in modo negativo il risultato delle elzioni per Hillary Clinton.

Il caso Manafort

Ecco che, proprio ieri, Paul Manafort e Rick Gates, sono stati incriminati nell’ambito dell’inchiesta del cosiddetto Trump Russiagate. Al momento sono stati posti agli arresti domiciliari e la cauzione è stata fissata rispettivamente per 10 milioni di dollari l’uno e 5 milioni di dollari l’altro.

L’ex capo della campagna elettorale di Trump e il suo fidato braccio destro si sarebbero costituiti spontaneamente nella sede dell’FBI a Washington. Sono dodici i capi d’accusa per Manafort, il quale rischia fino a 80 anni di carcere. Tra le accusa, quella più grave. sarebbe cospirazione contro gli USA. Tra gli altri capi di accusa il non essersi registrati come agenti di uno stato straniero, aver fatto dichiarazioni false e fuorvianti, riciclaggio e omessa denuncia di conti su banche straniere. Manafort sarebbe anche accusato di evasione fiscale. Rischia 80 anni di carcere, Gates ne rischia invece 70, secondo i media americani.

Al momento quindi non è ancora dato sapere se Donald Trump alla fine possa essere posto sotto impeachment, ma conoscendo lo spirito battagliero del Presidente è molto difficile che anche nel caso di un giudizio possa dimettersi, abbandonando di fatto la Casa Bianca dopo poco tempo passato da Presidente.

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