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Uccide il marito con acqua bollente e zucchero mentre sta dormendo: condannata 59enne

Uccide marito con l'acqua bollente e viene condannata. La storia della 59enne in preda alla rabbia per futili motivi.

Uccide marito acqua bollente

Una 59enne britannica è stata condannata della Chester Crown Court per l’omicidio del marito avvenuto il 13 luglio dello scarso. Corinna Baines, questo il nome dell’omicida, aveva ucciso l’uomo con cui era insieme da 38 anni versandogli addosso dell’acqua bollente mischiata con 3 kg di zucchero mentre lo stesso dormiva.

La vittima, di 81 anni, era deceduta a seguita delle atroci ustioni riportate proprio a causa del liquido caldissimo ricevuto sulla pelle.

Uccide il marito con acqua bollente e zucchero

Una mossa premeditata per la Corte che ha infatti deciso di condannare la donna che ha ucciso il marito con l’acqua bollente. Nello specifico le indagini hanno evidenziato che Corinna Baines abbia abbandonato il marito dopo aver commesso il gesto e dunque lo abbia lasciato da solo in totale agonia.

Si sarebbe recata da una vicina di casa e li avrebbe confessato all’amica di aver compiuto il gesto. “Gli ho fatto male, gli ho fatto molto male. Penso di averlo ucciso“, queste le parole che la donna avrebbe detto alla sua vicina di casa.

Marito ucciso con acqua bollente dalla moglie

Nel frattempo Michael Baines, questo il nome della vittima, era in agonia in casa da solo. Soccorso dagli operatori medici intervenuti sul luogo, per l’81enne si era reso necessario il ricovero d’urgenza in ospedale per le gravi ferite ricevute.

Dopo 5 settimane di sofferenza, per il signor Baines non c’era stato più nulla da fare ed era deceduto.

Acqua bollente e zucchero per uccidere il marito

A rendere ancora più assurda la situazione è poi la motivazione alla base del gesto compiuto dalla donna. Stando a quanto affermato dal tribunale, Corinna Baines sarebbe andata su tutte le furie sapendo che il marito fosse andato a fare shopping con la figlia avuta da una precedente relazione.

Ne avrebbe fatto seguito una violenta litigata e in seguito l’aggressione. Premeditazione, violenza e consapevolezza di voler far del male al proprio compagno di vita da 38 anni, tutti fattori che hanno complicato notevolmente la posizione giudiziaria della moglie durante il processo.

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