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Ucraina, Massolo: “Accordo non vicino ma il Cremlino accetta leadership Zelensky”

L'ambasciatore Massolo ha spiegato che per ora non vede mediazioni efficaci, ma il Cremlino accetta la leadership di Zelensky.

Massolo

L’ambasciatore Massolo ha spiegato che per ora non vede mediazioni efficaci, ma il Cremlino accetta la leadership di Zelensky

Ucraina, Massolo: “Accordo non vicino ma il Cremlino accetta leadership Zelensky”

Il Financial Times ha diffuso la notizia di una bozza formata da 15 punti come base di negoziato, scatenando un po’ più di ottimismo.

Giampiero Massolo, presidente Ispi, già segretario generale della Farnesina e direttore del Dis, si è mostrato un po’ più scettico, o forse semplicemente più realista. “Non vedo al momento esiti negoziali precisi o sbocchi, anche se siamo abituati ad accelerazioni improvvise. È però importante che le due parti si parlino. Un risultato non scontato per gli Ucraini è che mentre Zelensky, nella visione iniziale di Putin, non aveva dignità di capo di Stato, oggi il negoziato si fa con lui.

La situazione sul terreno è incompiuta e questo fa sì che non sia alle viste una soluzione negoziale. Tutto dipende dalla percezione che hanno le parti dell’andamento del conflitto” ha dichiarato l’ambasciatore, che ha sottolineato che la consapevolezza di Putin dei problemi è incompleta. Ha spiegato che il presidente russo è convinto di poter ancora avvantaggiarsi e raggiungere un esito positivo. L’idea della guerra lampo è fallita e le città continuano a non essere sotto il controllo russo.

Guerra in Ucraina, Massolo: “L’Ucraina aveva già uno status neutrale”

Massolo ha spiegato che quasi sicuramente la Russia otterrà un esito positivoche però si annuncia fin d’ora fortemente mutilato“. “O i russi vogliono dimostrare al mondo di aver fatto il possibile, oppure si tratta di uno spunto che i negoziatori offrono al capo supremo, a Putin, percepito da loro come non ancora consapevole appieno della situazione.

Gli elementi del do ut des sono condizionati da quanto i russi pensano di poter ancora guadagnare e gli ucraini di poter ancora impedire ai russi di guadagnare” ha aggiunto l’esperto, sottolineando che l’Ucraina aveva già uno status neutrale, dichiarato nell’atto di indipendenza nel 1991, ma che non ha impedito nel 2014 la presa con la forza della Crimea e l’impossessamento di parte del Donbass. “Diversi i modelli evocati: la neutralità dell’Austria nasce da un Patto fra Stati del 1955 e da un atto costituzionale, quelle di Finlandia e Svezia sono scelte tradizionali, storiche. All’Ucraina serve una garanzia di sicurezza esterna, occidentale o di una potenza come la Turchia che è guardiano degli Stretti e dell’accesso al Mar Nero” ha aggiunto Massolo, che ha sottolineato che per l’Ucraina è difficile accettare le perdite territoriale. 

Guerra in Ucraina, Massolo: “La Russia è avanzata”

La Russia in queste settimane è avanzata, dando continuità territoriale tra Crimea e Donbass e cercando di fare altrettanto tra Crimea e Transnistria. Ha occupato territori a Est e a Nordest, e sta marciando da Nord su Kiev. Si può fare come se niente fosse? La Crimea è ascritta di fatto alla Russia, cionondimeno questa incorporazione è avvenuta con un sopruso armato” ha spiegato Massolo. “La Russia potrebbe restare al di sotto di quello che considera un esito positivo, l’Ucraina potrebbe continuare a opporre resistenza. Tutto ciò allunga i tempi e comporta il rischio che si cristallizzi uno status come in Sud Ossezia, Abkhazia e Transnistria. Un Paese diviso e una presenza militare russa anche là dove prima ufficialmente non c’era, come nel Donbass. Il passare del tempo complica la situazione per i russi, perché dimostra il rischio eccessivo che Putin si è preso. Ecco perché si deve insistere sulla tregua e sui corridoi umanitari, sulla salvaguardia della popolazione civile in uscita. Pur nell’eroismo degli ucraini che resistono per l’indipendenza, e con l’Occidente che li aiuta perché una vittoria di Putin sconvolgerebbe gli equilibri di sicurezza in Europa a netto svantaggio delle democrazie, non possiamo fare come se la popolazione non subisse conseguenze terribili. In questo possono esser d’aiuto Paesi come la Cina e la Turchia” ha aggiunto, spiegando che Usa e Gran Bretagna avevano già prestato garanzie, insieme a Russia, Cina e Francia, sulla sicurezza e l’integrità dell’Ucraina. L’ambasciatore Massolo ha spiegato che per il momento non vede mediazioni esterne efficaci, in quanto da una parte dice all’altra che si deve arrendere.

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