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Val di Susa: tensioni politiche dopo gli scontri ai cantieri della Tav

Val di Susa: tensioni politiche dopo gli scontri ai cantieri della Tav

Dopo gli scontri ai cantieri della Tav in Val di Susa, il Consiglio regionale del Piemonte è stato teatro di un acceso dibattito politico.

La discussione sulla linea ad alta velocità Torino-Lione ha acceso gli animi al Consiglio regionale del Piemonte, a pochi giorni dagli scontri ai cantieri in Val di Susa. La maggioranza e l’opposizione si sono scontrate non solo sul merito della questione, ma anche sulla gestione procedurale della seduta.

Il tutto è iniziato con la presentazione di una mozione da parte di Fratelli d’Italia, che chiedeva la condanna delle violenze e la solidarietà alle forze dell’ordine.

Tuttavia, la maggioranza ha agito senza cercare la condivisione con le forze di opposizione, innescando un’escalation che ha portato al ritiro del documento e all’impossibilità di esprimersi sull’argomento.

La mozione di Fratelli d’Italia e la reazione dell’opposizione

La consigliera di Fratelli d’Italia, Paola Antonetto, ha presentato una mozione per condannare gli scontri avvenuti nei cantieri della Torino-Lione in Val di Susa.

La mozione chiedeva anche solidarietà alle forze dell’ordine coinvolte negli scontri. Tuttavia, la maggioranza ha deciso di posporre la discussione sull’assestamento di bilancio prima della pausa estiva, prevista per la settimana successiva.

Le opposizioni, compattamente, hanno chiesto un’inversione dell’ordine dei lavori per affrontare subito la materia.

Questo perché la maggioranza avrebbe dovuto affrontare un odg della capogruppo pentastellata Sarah Disabato con la richiesta delle dimissioni del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. La maggioranza, negando l’inversione, ha ricevuto l’accusa di non avere abbastanza a cuore la condanna delle violenze e la solidarietà alle forze dell’ordine.

Le dichiarazioni di Carlo Riva Vercellotti

Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Carlo Riva Vercellotti, ha affermato che la maggioranza ha ritirato la mozione perché il tema della Tav merita una discussione approfondita e dedicata. Ha anche rimarcato le profonde divisioni nel campo largo, con il Pd da una parte e Avs e Cinque stelle dall’altra. Riva Vercellotti ha ribadito il sostegno della sua parte politica alla Tav, chiedendo alla sinistra di chiarire la propria posizione.

Le critiche del Partito Democratico

La presidente del Pd regionale, Nadia Conticelli, ha spiegato che il Pd aveva proposto un documento condiviso presentato dall’Ufficio di presidenza in rappresentanza dell’intero Consiglio. Tuttavia, la maggioranza ha presentato un documento proprio senza consultare le opposizioni. Conticelli ha accusato la maggioranza di usare il tema della Tav come spauracchio per provare a dividere le opposizioni.

Conticelli ha anche sottolineato che le violenze non possono essere attribuite alla sinistra, poiché il corteo era annunciato e non è credibile che i manifestanti siano potuti arrivare ai cantieri con le bombe in mano. Ha inoltre ricordato che le differenze nel centrosinistra ci sono, ma che la Tav è una priorità per il Pd.

La posizione del Movimento 5 Stelle e di Avs

La capogruppo di Avs, Alice Ravinale, ha affermato che la pace in Valsusa si costruisce non aumentando la militarizzazione del territorio, che peraltro non ha impedito un bel niente, ma ripensando quest’opera. Ravinale ha anche sottolineato che le differenze nel centrosinistra ci sono da quindici anni.

Il Movimento 5 Stelle ha presentato un atto di indirizzo collegato a quello di Fratelli d’Italia, chiedendo al Consiglio regionale di sollecitare le dimissioni di Piantedosi. I consiglieri pentastellati hanno sostenuto che il ministro dell’Interno non può limitarsi a dichiararsi indignato come un passante capitato lì per caso.

Le conseguenze politiche

La maggioranza ha ritirato l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia, evitando così una condanna condivisa e un confronto sulle dimissioni del ministro. Questo ha portato il Movimento 5 Stelle ad accogliere con entusiasmo la proposta di un Consiglio regionale aperto sulla Tav. Il movimento ha ribadito la propria contrarietà a un’opera definita dispendiosa, inutile e capace da trent’anni di divorare risorse e devastare un territorio.

Il Consiglio aperto, E forse in quella sede si parlerà della Tav, delle violenze, della sicurezza, della prevenzione e persino delle responsabilità del Governo. Per il momento è rimasta la cronaca di una mattinata piuttosto istruttiva.

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