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valanga a Courmayeur in val Veny: bilancio e operazioni di soccorso

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una slavina nel canale del Vesses ha travolto alcuni sciatori il 15 febbraio: bilancio provvisorio di due vittime e un ferito grave, con complesse operazioni di ricerca e soccorso

Una valanga si è staccata la mattina del 15 febbraio nella val Veny, nell’area sovrastante Courmayeur, travolgendo sciatori che scendevano fuoripista nel canale del Vesses. L’evento ha causato due decessi; almeno un altro sciatore è rimasto gravemente ferito ed è stato trasferito d’urgenza in ospedale.

Soccorsi e coordinamento

Le operazioni di ricerca e soccorso sono state coordinate dalla centrale unica del soccorso della Valle d’Aosta.

I soccorritori hanno impiegato personale specializzato e mezzi di montagna per circoscrivere le aree a rischio e localizzare i coinvolti.

Numero di persone coinvolte

Le informazioni iniziali sulla presenza di persone coinvolte variavano tra tre e sei soggetti. L’attività di soccorso ha permesso poi di definire con maggiore precisione il numero di interessati e di completare le ricerche sul luogo dell’incidente.

Condizioni delle vittime

Due persone sono decedute sul posto. Un altro sciatore, riportando ferite gravi, è stato stabilizzato e trasportato in ospedale per le cure necessarie. Non risultano al momento comunicazioni ufficiali su ulteriori feriti.

Elementi tecnici e rischio valanghe

Al momento non sono stati forniti dettagli meteorologici o nivologici specifici dall’autorità regionale. Le autorità locali e i tecnici del soccorso stanno valutando le cause dell’accaduto e le condizioni del manto nevoso nel settore interessato.

Accertamenti e sviluppi

Le autorità competenti hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente. Ulteriori aggiornamenti ufficiali saranno resi noti non appena disponibili dalle forze di soccorso e dagli organi regionali.

Tempistica e dinamica dell’incidente

Subito dopo il distacco i compagni di discesa e i testimoni hanno lanciato l’allarme, favorendo l’attivazione rapida del soccorso. Le squadre hanno raggiunto la zona a piedi. Sono stati impiegati mezzi aerei quando le condizioni meteorologiche lo hanno permesso. Il punto di distacco è il canale del Vesses, un corridoio naturale caratterizzato da pendenze molto ripide e da variabilità nella stratigrafia della neve.

Condizioni e fattori di rischio

I soccorritori e le prime valutazioni tecniche indicano come concause la presenza di pioggia recente e uno sbalzo termico che avrebbero indebolito gli strati nevosi. Tale combinazione aumenta la probabilità di scaricamento su superfici già instabili. Il bollettino locale segnalava un livello di pericolo rilevante sulle pendenze molto ripide, con particolare attenzione alle esposizioni a nord, nord-est ed est.

Intervento dei soccorsi e soccorritori impiegati

Alla continuità delle operazioni ha fatto seguito l’impiego complessivo di quindici operatori, tra tecnici del Soccorso alpino valdostano e la Guardia di Finanza. Le attività sono state supportate da due medici e da tre unità cinofile. Sono stati utilizzati due elicotteri e due ambulanze del 118. A breve distanza dal luogo dell’evento è stato allestito un posto medico avanzato per la gestione immediata delle emergenze sanitarie e per l’assistenza a persone coinvolte o testimoni.

Metodologia delle ricerche

Le squadre hanno condotto le ricerche con sonde e con rilevatori Artva, ispezionando la colata nevosa e setacciando il canale per escludere la presenza di ulteriori persone sepolte. Le condizioni di visibilità e il rischio di nuovi scaricamenti hanno temporaneamente limitato l’uso continuativo degli elicotteri. Per questo motivo sono state adottate misure operative prudenziali, privilegiando accessi a piedi o con pelli di foca per raggiungere il sito del distacco in sicurezza.

Vittime, feriti e gestione delle identificazioni

Proseguendo le operazioni avviate sul luogo del distacco, le autorità hanno confermato il bilancio definitivo: due vittime e un ferito in condizioni gravi. Una persona è deceduta sul posto, mentre un’altra è morta all’arrivo in pronto soccorso. Il terzo ferito è stato trasferito all’ospedale Città della Salute-Molinette di Torino per le cure.

Secondo le prime ricostruzioni la comitiva era composta da praticanti di fuoripista, tra i quali risultano presenti cittadini stranieri. La figura del freerider indica chi pratica sci o snowboard fuori dalle piste attrezzate, attività che comporta rischi specifici in caso di distacchi di massa nevosa.

Le salme sono state trasferite nella camera mortuaria locale. Le operazioni di identificazione sono state affidate agli uomini della Guardia di Finanza di Entrèves, che coordinano le verifiche anagrafiche e documentali sul posto.

Le autorità competenti hanno avviato le procedure investigative per ricostruire la dinamica dell’accaduto e valutare eventuali responsabilità. Nei giorni successivi verranno ascoltati i due superstiti che hanno fornito testimonianza, per chiarire tempi e modalità dell’incidente.

Considerazioni e raccomandazioni per chi pratica fuori pista

Proseguendo le indagini, l’episodio conferma i rischi connessi alle discese fuoripista su pendii molto ripidi. Il pericolo di valanghe aumenta rapidamente in presenza di variazioni meteorologiche e di umidità della neve. Le autorità di soccorso raccomandano la consultazione del bollettino nivometeorologico prima di ogni escursione e l’uso di Artva, pala e sonda.

È inoltre indispensabile possedere capacità di autosoccorso e di intervento in gruppo. Il canale coinvolto è noto per le sue criticità: non è formalmente vietato ma viene sconsigliato agli sciatori privi di esperienza tecnica in ambiente alpino e di conoscenza della stratigrafia nevosa. Precedenti tragedie nella stessa zona rafforzano la necessità di prudenza.

Nei giorni successivi sono previste audizioni dei due superstiti per chiarire tempi e modalità dell’incidente e per supportare le valutazioni tecniche sulle cause

A valle delle audizioni dei due superstiti, le indagini proseguiranno per chiarire tutti gli elementi che hanno portato al distacco. Le operazioni di soccorso e le forze di polizia mantengono la presenza nell’area per garantire la sicurezza e per fornire supporto alle famiglie delle vittime; ulteriori sviluppi saranno comunicati dalle autorità competenti.