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Variante Delta ex indiana in Italia, l’infettivologo Massimo Galli dice: “Sostituirà quella inglese”

Galli dice la sua sulla variante Delta sottolineando come il suo arrivo era previsto e che presto prenderà il posto di quella inglese.

Galli variante Delta

I numeri del coronavirus in Italia sono in netto miglioramento da settimane, ma a preoccupare è soprattutto il possibile arrivo della variante Delta, fino a qualche tempo fa identificata come la mutazione indiana del virus. I casi in Italia ci sono e al momento mettono sotto pressione la Lombardia, dove ne sono stati riscontrati 81 finora (2 ad aprile, 70 a maggio e 9 dal 14 giugno), e la Sardegna dove c’è apprensione per la troupe del film Disney La Sirenetta – girato nella parte nord dell’isola – dopo che un componente è risultato positivo alla Delta e si trova ora ricoverato all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, nel reparto di Malattie infettive.

Sulla variante Delta è interventuo anche l’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli: “Questa variante soppianterà quella inglese”.

Galli sulla variante Delta

Ciò che contraddistingue la variante Delta è il suo elevato grado di contagiosità, motivo che spinge gli scienziati a sostenere che presto questa potrà avere il sopravvento su quella inglese che a sua volta aveva preso il posto dei ceppi precedenti.

“La variante Delta – ricorda Galli a La Stampa – era un evento atteso, sapevamo che sarebbe arrivata. Com’è successo, del resto, per la variante inglese. Ed è destinata a sostituirla perché l’ha già fatto in India e in Gran Bretagna: è in grado di diffondersi più velocemente”.

Galli: “La variante Delta sostituirà l’inglese”

Rispetto però a quando la variante inglese si diffuse in Italia, il paese ha ora un’arma in più, ovvero una maggiore schermatura vaccinale e i sieri hanno mostrato di essere efficaci anche contro questa mutazione del virus.

Non ci deve far paura – dice Galli riferendosi alla variante Delta – perché non sfugge in modo particolare alla protezione che il vaccino conferisce rispetto alla malattia grave, al ricovero in Rianimazione e alla morte. C’è poi una percentuale che non risponde al vaccino, com’è successo nel caso di Milano, ma è comunque minima”.

Galli e la variante Delta

L’importante ora è dunque continuare con la campagna vaccinale e immunizzare quante più persone nel minor tempo possibile. Solo in questo modo si eviterà di rischiare di finire nell’attuale situazione della Gran Bretagna dove le riaperture totali già annunciate sono slittate di quasi un mese o della Francia dove cresce l’apprensione per la crescita dei casi Delta.

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