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L’opinione di Gianluigi Nuzzi

Vaticano contro il Ddl Zan, ora rivedere il Concordato è inevitabile

Modificare i rapporti tra Italia e Vaticano è l'unica strada percorribile per chi vuole - come si diceva una volta - libera Chiesa in libero Stato.

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L’ultima mossa del Vaticano sul Ddl Zan è evidentemente un’ingerenza, l’ultima delle tante che hanno caratterizzato la storia e i rapporti tra la Chiesa e il nostro Paese. Ecco perché credo che questa sia l’occasione da cogliere per rivedere il Concordato, quella tavola che regola i rapporti tra il Vaticano e l’Italia e che vede la firma di Bettino Craxi, che tentò di sistemare, modernizzare un atto risalente ormai agli inizi del secolo scorso.

Sono passati tanti anni, l’Italia è cambiata ed è cambiato anche il Vaticano. Oggi a San Pietro c’è Papa Francesco, la laicità del Paese è molto diversa rispetto a quella della fine del Novecento o anche prima, quando la Democrazia Cristiana era forte e coagulava i voti dei cattolici. Oggi i voti dei cattolici sono dispersi, polverizzati su tanti partiti e forse questa è proprio l’occasione per prendere il Concordato e trovare la forza di rivederlo.

C’è questa forza, questa volontà? Dubito. Ma rivedere il Concordato è inevitabile, l’unica strada percorribile per chi vorrebbe, come si diceva una volta, libera Chiesa in libero Stato. Altrimenti continueranno le ingerenze, che nulla hanno a che vedere con la laicità e l’equilibrio sano di rapporti tra Stati amici.

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