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Venerdì studenti in piazza, il Viminale: “Massimo ascolto ma isolare frange estremiste”

Venerdì 18 febbraio gli studenti scenderanno in piazza. Il ministero dell'Interno chiede "il coinvolgimento dei presidi".

Studenti

Venerdì 18 febbraio gli studenti scenderanno in piazza. Il ministero dell’Interno chiede “il coinvolgimento dei presidi”.

Venerdì studenti in piazza, il Viminale: “Coinvolgimento dei dirigenti scolastici”

Gli studenti sono pronti a scendere in piazza venerdì 18 febbraio a Roma per la manifestazione nazionale indetta dal Fronte della Gioventù comunista, in solidarietà alle tragedie di Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci, morti a 18 e 16 anni mentre erano impegnati nello stage per l’alternanza scuola-lavoro.

Bruno Frattasi, capo di Gabinetto del ministro dell’Interno, in una circolare indirizzata ai prefetti in vista dell’evento, ha parlato di massima sicurezza con l’attivazione di “ogni possibile canale di preventivo dialogo con i promotori o gli organizzatori delle iniziative, valutando anche l’opportunità di un coinvolgimento dei dirigenti scolastici“. Oltre ai controlli di routine, il documento esorta i questori in quanto l’attività di interlocuzione con promotori e organizzatori potrebbe aiutare a rendere il sistema più efficace, in modo da scongiurare eventuali strumentalizzazioni e “per isolare le frange più radicalizzate della protesta“.

Manifestazioni studenti: “Bilanciamento tra diritto di manifestare e tutela della sicurezza pubblica”

Il capo di Gabinetto del ministro Luciana Lamorgese ha ricordato quanto sia importante il “bilanciamento fra il diritto di manifestare e le indefettibili esigenze di tutela dell’ordine della sicurezza pubblica“. Necessario anche il dialogo, “in considerazione della delicatezza delle tematiche sollevate dal mondo studentesco e della correlata esigenza che ad essa corrisponda una sensibile capacità di ascolto e mediazione“, come aveva ribadito anche la responsabile del Viminale.

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