Una bambina del Leccese ha subito per anni maltrattamenti e violenza sessuale da parte della madre. Il Tribunale di Lecce ha condannato la donna, riconoscendola colpevole dei gravi abusi nei confronti della figlia.
Un’infanzia segnata da violenze e abusi a Lecce
Per anni, una bambina del Leccese ha vissuto tra le mura domestiche un vero e proprio incubo.
Come riportato da Lecce Prima, la quotidianità era fatta di percosse con il manico della scopa, capelli tirati con forza, unghie conficcate nella testa e punizioni estreme, come restare chiusa in un ripostiglio buio per ore.
Quando non eseguiva le faccende domestiche secondo le aspettative della madre, le violenze fisiche si accompagnavano a insulti e vessazioni continue. A ciò si aggiungevano abusi di natura sessuale: la bambina sarebbe stata istruita a compiere atti di autoerotismo e a subire violenze dalla madre, giustificate come una «terapia antistress» per trovare serenità. La vicenda è emersa durante la separazione dei genitori, quando la ragazzina raccontò tutto a una psicologa, denunciando comportamenti sempre più gravi.
Violenza sessuale sulla figlia di 10 anni: condannata la madre
Il Tribunale di Lecce ha condannato la donna 52enne a sette anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Oltre alla pena detentiva, la madre è stata interdetta in perpetuo dai pubblici uffici e dichiarata decaduta da ogni diritto alimentare e di successione nei confronti della figlia.
Le misure comprendono anche il divieto di avvicinarsi a luoghi frequentati da minori e l’interdizione permanente da incarichi scolastici. Il Tribunale ha disposto il pagamento di una provvisionale di 20mila euro alla vittima, oggi 22enne, costituita parte civile con l’avvocata Ivana Quarta.
La difesa valuterà l’eventuale ricorso in appello non appena saranno rese note le motivazioni della sentenza, entro 90 giorni.