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Volante di emergenza: come è stato sventato il dirottamento su Flydubai

Volante di emergenza: come è stato sventato il dirottamento su Flydubai

Un copilot omanita armato ha tentato di far schiantare il volo Flydubai, ma l’intervento di passeggeri e un pilota fuori servizio ha salvato tutti a Tabuk.

Il 30 settembre 2026 il volo FZ1071 di Flydubai diretto da Dubai a Tel Aviv, è stato al centro di un grave tentativo di dirottamento. A bordo c’erano 174 persone, incluse 27 bambine, per lo più cittadini israeliani. All’incirca alle 6:05 dell’alba l’aereo ha decollato dai terminali di Dubai, ma a circa due ore di volo, intorno alle 8:31, il copilota, un cittadino omanita, ha estratto un coltello e ha aggredito il comandante, cercando di far precipitare l’apparecchio.

L’attacco a bordo del volo FZ1071: cronologia dei fatti

Secondo le ricostruzioni, dopo l’assalto il velivolo è sceso bruscamente: in trenta secondi l’altitudine è passata da oltre 10.000 metri a 4.267 metri. Il pilota ha inviato il segnale di emergenza generale e, pochi minuti dopo, il codice 7500 di dirottamento. L’aereo ha quindi deviato verso la penisola arabica, dove, alle 8:31, è stato effettuato un atterraggio di emergenza nella base di Tabuk, in Arabia Saudita.

Il volo è rimasto bloccato in aria per pochi minuti, ma l’evento è stato trasmesso in diretta dai telefoni dei passeggeri, diffondendo istanti di puro terrore.

L’intervento dei passeggeri e del pilota di riserva

Quando le urla sono state udite dal cockpit, quattro passeggeri e un pilota fuori servizio presenti a bordo si sono precipitati verso la cabina di pilotaggio.

In una lotta durata circa venti minuti, sono riusciti a sopraffare il copilota, a immobilizzarlo e a legargli mani e piedi. Il comandante, di nazionalità indiana, era stato ferito al volto da un colpo di ascia d’emergenza. Dopo aver posto fuori pericolo il responsabile dell’attacco, l’equipaggio ha consegnato l’uomo alle autorità saudite non appena l’aereo si è fermato in sicurezza.

Reazioni delle autorità israeliane e conseguenze operative

Il ministro della Difesa israeliano, Katz ha definito l’incidente un tentativo di attacco jihadista rimarcando il ruolo decisivo degli eroi a bordo. Il premier Benjamin Netanyahu ha elogiato i passeggeri e il pilota di riserva, aggiungendo che le forze di sicurezza sono state istruite a prepararsi a eventuali ulteriori minacce. Fonti dei servizi di intelligence hanno confermato di possedere indizi su possibili attacchi dei nemici in vista delle imminenti elezioni, ma non hanno trovato collegamenti concreti con l’Iran o altre organizzazioni. Il copilota è stato identificato come un cittadino omanita, probabilmente con doppia cittadinanza, descritto da un collega come “fervente religioso” e incline a rifiutare strette di mano con le donne. L’attacco è stato considerato un caso di “lupo solitario”.

Nei giorni successivi, Flydubai ha sospeso per sei giorni tutte le sue rotte, dopo una telefonata fra Netanyahu e il presidente degli Emirati, bin Zayed. Sono state convocate riunioni di emergenza con i responsabili della sicurezza israeliana, Shmuel Ben Ezra e il maggiore generale Guy Markizeno per valutare le misure di protezione da adottare nei voli successivi.

Impatto sulla popolazione e tensioni regionali

Una volta atterrati a Tabuk, i passeggeri sono stati rimpatriati in Israele con un volo di soccorso e accolti da un pubblico festoso al terminal di Tel Aviv, dove Netanyahu ha nuovamente ringraziato gli eroi del cielo. Nel frattempo, a Gaza, le autorità hanno seppellito 105 palestinesi in una tomba collettiva, sottolineando la continuità delle sofferenze nella regione. L’incidente ha riacceso i timori di un nuovo “11 settembre” su Tel Aviv, alimentando il dibattito sulla sicurezza aerea e sulle possibili minacce future.

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