Nel cuore dello shopping milanese si sta svolgendo un bilancio che non lascia indifferenti: a un anno dall’entrata in funzione della Ztl h24 nel Quadrilatero della Moda, le autorimesse registrano una flessione importante dei clienti. L’Associazione autorimesse di Confcommercio Milano parla di un «emorragia di presenze», quantificata in circa il 30%, con conseguenze che si riverberano sui ricavi di parcheggi e attività commerciali.
Questo scenario solleva dubbi sull’efficacia delle misure originali e apre il dibattito su possibili aggiustamenti delle regole di accesso alla zona.
Impatto sui parcheggi e sulle attività commerciali
La riduzione delle soste registrata dalle autorimesse non è solo un dato statistico: si traduce in minori incassi e in una percezione di spazi meno frequentati.
I gestori spiegano che molti automobilisti cercavano i garage per evitare la sanzione da 85 euro prevista per l’accesso non autorizzato, mentre oggi preferiscono rinunciare alla visita o optare per altre aree della città. Il risultato è che i parcheggi, pensati come una soluzione per ridurre la sosta selvaggia, si trovano a metà capacità e i negozi narrano di vetrine meno affollate, con possibili effetti a catena sull’occupazione e sui servizi offerti nel quartiere.
Perdita di clientela e definizione del problema
Quando un’associazione definisce la situazione «emorragia di presenze», intende sottolineare un calo prolungato e significativo che va oltre le fluttuazioni stagionali. I numeri citati dall’Associazione autorimesse di Confcommercio Milano indicano un calo di circa il 30% nelle presenze, una soglia che per molte strutture si traduce in margini più stretti. Per gli esercenti, la minore affluenza comporta un doppio problema: meno vendite immediate e una perdita di clientela occasionale che spesso si riversa anche sugli esercizi di ristorazione e sui servizi accessori al commercio di lusso e moda.
Obiettivi della Ztl e risultati osservati
La Ztl nel Quadrilatero della Moda era stata concepita con l’intento di eliminare la sosta irregolare e rendere le vie più fruibili ai pedoni e ai clienti seri. Tuttavia, secondo le segnalazioni raccolte, a distanza di un anno molte auto restano ancora in sosta vietata nelle strade del quartiere, sollevando interrogativi sull’applicazione pratica delle regole e sull’efficacia dei controlli. Il contrasto tra lo scopo dichiarato della normativa e la sua attuazione quotidiana è al centro della critica, che punta il dito su aspetti operativi e di comunicazione verso gli utenti.
Persistenza delle auto in divieto e criticità operative
Nonostante la normativa sia entrata in vigore per ridurre le infrazioni, la presenza di veicoli in divieto segnala lacune nel sistema di controllo o nella deterrenza della sanzione. Le autorimesse sostengono che l’esistenza di una penalità elevata non ha convinto gli utenti a cambiare abitudini, mentre i parcheggi legittimi vedono un calo. Ciò suggerisce che le soluzioni tecniche adottate (telecamere, varchi, segnaletica) o le tempistiche di applicazione potrebbero richiedere una revisione per allineare i risultati alle aspettative iniziali.
Proposte e possibili vie d’uscita
Le richieste avanzate dall’Associazione autorimesse puntano a misure correttive praticabili: una possibile revisione degli orari della Ztl, un potenziamento dei controlli mirati per eliminare la sosta abusiva e campagne informative più incisive per spiegare le regole a residenti e visitatori. Alcuni operatori suggeriscono anche incentivi temporanei per riportare clienti nei parcheggi, oppure percorsi dedicati per chi deve consegnare merci o effettuare servizi nel quartiere. L’obiettivo condiviso resta trovare un equilibrio che tuteli la vivibilità delle strade senza penalizzare l’economia locale.