Bratislava, Renzi contro l’Ue: dette le solite cose, si fa troppo poco

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Bratislava, Renzi contro l’Ue: dette le solite cose, si fa troppo poco

matteo renzi

A Bratislava Francia e Germania soddisfatte delle conclusioni del vertice Ue, Renzi no. Polemica con la Germania: non rispetta le regole.

In chiusura del vertice Ue di Bratislava – il primo senza un rappresentante del Regno Unito – il premier italiano Matteo Renzi si è detto insoddisfatto delle conclusioni. Nella serata di ieri è arrivato un tweet amaro: “passo in avanti, ma piccolo piccolo” ha scritto Renzi in merito a Bratislava, “troppo poco. Senza cambiare politiche su economia e immigrazione, l’Europa rischia molto”.

Se Francia e Germania si sono invece dette, per bocca dei loro rappresentanti al vertice, soddisfatte dei risultati raggiunti, l’Italia ha preso una posizione opposta. Secondo il presidente del Consiglio, non è stato fatto alcun concreto passo in avanti in nessuno dei temi principali in agenda.

“Sui migranti vogliamo vedere i fatti”

“Sui migranti” ha detto Renzi, “vogliamo vedere i fatti”, “noi stiamo facendo la nostra parte e siamo pronti a farla anche da soli se necessario”. “Definire il documento sui migranti di oggi un passo avanti” ha aggiunto riferendosi al rapporto del vertice appena concluso, “richiede della fantasia”, “si sono ridette le solite cose”. L’unica concreta azione da parte dell’Ue, ha osservato Renzi, “è portare migranti in Sicilia” e questo “non può continuare”. “O l’Ue fa accordi con i paesi africani” la conclusione del premier, “o li facciamo da soli”, anche se “sarebbe molto meglio se a farlo fosse l’Europa”.

Niente conferenza stampa congiunta con Merkel e Hollande: “niente recita per far vedere che siamo tutti uniti”

Ieri Francois Hollande aveva evidenziato una sostanziale identità di vedute fra i leader europei, ma la conclusione del vertice di Bratislava è che Matteo Renzi ha deciso di non partecipare alla conferenza stampa congiunta tenuta proprio dal presidente francese e dalla cancelliera Angela Merkel.

“Non posso fare una conferenza stampa con Merkel e Hollande non condividendo le conclusioni come loro” ha spiegato il premier, “non è un fatto polemico”, ma “non devo fare una recita a copione per far vedere che siamo tutti uniti”.

Regole valide per tutti, la Germania è la prima a non rispettarle

La diversità di vedute di vedute da parte dell’Italia ha riguardato anche il tema delle politiche economiche. L’austerity “non ha funzionato”, ha evidenziato Renzi, ribadendo concetti espressi ancora pochi giorni prima. Non è mancato un riferimento diretto alla Germania, non solo in quanto principale portatrice proprio della politica dell’austerity: la Germania, secondo Renzi, sarebbe proprio la prima a non rispettare le regole. “Così come i paesi devono rispettare le regole sul deficit” ha ricordato il premier italiano, “allo stesso modo si devono rispettare altre regole, come quella sul surplus commerciale, e ci sono alcuni paesi che non la rispettano, il principale è la Germania”.

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