Brexit, Ue unita: Gran Bretagna esca subito

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Brexit, Ue unita: Gran Bretagna esca subito

david cameron brexit

Si ricompatta l’Ue sulla questione Brexit: nessun negoziato potrà partire prima dell’abbandono ufficiale da parte della Gran Bretagna.

In giorni segnati da grande incertezza per il futuro dell’Unione nel dopo Brexit, i vertici europei si riallineano limando le differenze che sembravano essere emerse. Tutti per l’uscita immediata della Gran Bretagna dall’Ue. Poi i negoziati.

Tutti per l’uscita immediata della Gran Bretagna dall’Ue

Anche Angela Merkel si è schierata per l’uscita immediata della Gb dall’Ue. “Prendiamo atto” ha dichiarato la cancelliera tedesca, “che la Gran Bretagna non ha ancora presentato richiesta formale di uscita, ma la Gran Bretagna prenda atto che nessun colloquio informale potrà partire prima”. E’ un messaggio di forza quello che arriva da Berlino, allineato a quello del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, che si è detto intenzionato a combattere fino al suo “ultimo respiro per un’Europa unita e migliore”.

L’Ue sta di fatto pressando la Gran Bretagna affinché notifichi subito l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, che attiverebbe la procedura di uscita. Stop quindi a qualunque colloquio informale. “Vorrei che la Gran Bretagna” ha detto Juncker “rispettasse la volontà del popolo britannico senza nascondersi dietro giochi a porte chiuse“. “La Gran Bretagna deve rimanere un paese amico e partner anche nelle relazioni bilaterali” ha aggiunto Angela Merkel, che ha però chiarito che non ci saranno “trattative, neppure informali, senza la notifica dell’articolo 50”.

Fuori dall’Ue, ma “partner, amici, alleati”: il progetto di Cameron

Il premier dimissionario David Cameron ha dichiarato invece di desiderare “un processo il più costruttivo possibile, con un risultato il più costruttivo possibile”. La Gran Bretagna, ha voluto precisare Cameron, “lascia la Ue ma non volta le spalle alla Ue“. Con i paesi dell’Eurozona si vuole rimanere “partner, amici, alleati” mantenendo “il rapporto più stretto possibile in termini di commercio, cooperazione e sicurezza”. Per quanto riguarda la situazione della Scozia, è stato il presidente Tusk a chiarire che, in questo momento, non ci saranno colloqui con la premier Nicola Sturgeon: questo non è “il momento più appropriato data la situazione in Gran Bretagna”.

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