Cannabis terapeutica, stabilimento farmaceutico militare ne gestisce la produzione

Salute

Cannabis terapeutica, stabilimento farmaceutico militare ne gestisce la produzione

SONY DSC

Da qualche anno a questa parte, anche in Italia, si fa un gran parlare della vendita di cannabis terapeutica. Ora che il governo l’ha resa legale, per non correre rischi il ministero della Salute con a capo Beatrice Lorenzin e quello della Difesa con a capo Roberta Pinotti hanno fatto intervenire l’esercito per i necessari controlli. A Firenze ha persino aperto uno stabilimento per produrre cannabis a scopi sanitari, soprattutto per malati di sclerosi multipla, tumore e sclerosi laterale amiotrofica (la famigerata Sla). Si tratta di un prodotto stabilizzato, di cui sono state regolamentate le quantità di principio attivo per grammo. E’ previsto l’utilizzo di circa 200 piante di canapa, coltivate dallo scorso anno. In realtà una legge che consente la marijuana per cura esiste già dal 2007, ma fino ad ora bisognava farla arrivare dall’Olanda attraverso un processo non era facile. Da oggi potrebbe essere diverso.

Il colonnello Antonio Medica, direttore dello Stabilimento chimico-farmaceutico fiorentino, ha spiegato: “La produzione, che è appena iniziata con due serre come queste che vediamo e che vedrà l’arrivo di altre due serre nell’arco di quest’anno, porterà nel 2017 a una previsione di circa 100 chilogrammi di prodotto finito”. La novità è che non si potrà assumere cannabis con una normale sigaretta, poichè è abbastanza rischioso – si perdono principi attivi e possono esservi effetti collaterali, in primis la tachicardia -. Oggi in Italia sono circa 3.000 le persone autorizzate ad usarla, per alleviare forti dolori e contro alcuni effetti di trattamenti come la chemioterapia.

“Una patologia nella quale la cannabis funziona benissimo è la fibromialgia”, ha spiegato il farmacista fiorentino Pierluigi Davolio. Si tratta di “una patologia che non ha alcun tipo di farmaco veramente efficace. Persone costrette a letto che non potevano più alzarsi per andare a lavorare hanno ricominciato a vivere e a guidare la macchina.

Anche perché i dosaggi terapeutici utilizzati non producono attività psichica”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche