Facebook revenge porn: i casi e i problemi COMMENTA  

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Dopo la denuncia di una ragazzina irlandese, il colosso Facebook ed altri social network rischiano altre denunce simili per i casi di “revenge porn”

Una ragazzina irlandese di 14 anni ha denunciato il social network Facebook per una sua foto osè comparsa sulla piattaforma più volte, nell’arco di tempo compreso tra il 2014 e il 2016. L’immagine della ragazza sarebbe stata pubblicata su una “shame page” (che sta per “pagina della vergogna”) da parte di qualcuno che voleva vendicarsi di un torto subito. Insomma, un vero e proprio atto di vendetta, definito “revenge pornography”.


Nonostante Facebook abbia più volte tentato di rimuovere la fotografia, questa veniva puntualmente rimessa. I legali della ragazzina, a favore della loro assistita, sostengono che l’azienda di Zuckerberg avrebbe potuto trovare una soluzione che impedisse ulteriori condivisioni dell’immagine incriminata.


Ora Facebook rischia un boom di denunce simili, ma a rischiare sono anche altri social network. Il problema del “revenge porn” potrebbe diventare un serio problema per i social, soprattutto adesso che si è creato un precedente.

Anche nel nostro Paese la cronaca riporta alla ribalta il caso della giovane Tiziana, che si è suicidata per la vergogna a causa di alcuni video porno pubblicati sui social.

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