Governo Monti: domani le nuove misure della fase 2

Cronaca

Governo Monti: domani le nuove misure della fase 2


Governo Monti: domani le nuove misure della fase 2
Dopo tre ore di riunione di Consiglio dei Ministri silenzio stampa. Sarà il nuovo presidente a spiegare domani cosa si è deciso. Nella fase 2 – ha anticipato – si darà la priorità a liberalizzazioni, infrastrutture e riforma del Catasto. Le nuove rendite calcolate sui metri

Nessun ministro rivela quello che è stato deciso al consesso di oggi. Sarà Monti a spiegare, domani, le decisioni prese. Tutto rimandato alla conferenza stampa di fine anno che a questo punto si annuncia ricca di contenuti. Sembra non ci sia stato alcun provvedimento concreto della cosiddetta fase due, ma l’illustrazione da parte del presidente del Consiglio Mario Monti del programma di lavoro delle prossime riunioni.

Quello che oggi hanno discusso presidente e ministri sono stati i contenuti della conferenza stampa di fine anno di domani e i contenuti delle prossime riunione, la cosiddetta agenda politica.

Monti, che è rientrato ieri da Milano a palazzo Chigi, e gli altri ministri sono al lavoro sui rispettivi dossier. Riforma del lavoro e ammortizzatori sociali saranno all’ordine del giorno, ma con tempi lunghi, diciamo da qui alla primavera prossima, mentre a liberalizzazioni (farmacie, taxi, energia, servizi locali, trasporti e servizi postali) e infrastrutture il governo ha dato una priorità maggiore.

In particolare, il ministro dello Sviluppo Passera, insieme al collega per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca, sta lavorando per sbloccare un’altra tranche di Fondi europei per far ripartire i cantieri, soprattutto nel Mezzogiorno. Operazione che si lega al rilancio del project financing.

Il ministro chiamato ieri in Quirinale dal Capo dello Stato ha discusso la possibilità di nuovi fondi, ricavabili anche dalla lotta all’evasione fiscale. Passera ha ribadito l’intenzione di procedere con le riforme a pacchetti, in modo graduale, settore per settore.

LA RIFORMA A COSTO ZERO DEL NUOVO GOVERNO
Uno dei capitoli su cui il governo intende muoversi rapidamente è la revisione degli estimi catastali. Secondo un documento del Tesoro, si prevede di aggiornare le rendite adeguandole ai valori di mercato, che attualmente sono più elevati di 3,7 volte. Il nuovo calcolo verrà fatto sui metri quadri e non più sui vani delle abitazioni e nel contempo ci sarà una riclassificazione dei beni immobiliari, in modo da adeguarla ai valori reali del mercato per eliminare le incongruenze tra ex case popolari ora divenute di pregio e immobili periferici talvolta sovrastimati.

Una riforma a costo zero, spiegano fonti di governo. In sostanza all’adeguamento della base imponibile dovrà corrispondere una riduzione delle aliquote. Allo studio dei viceministro alla Finanze Vieri Ceriani anche la razionalizzazione delle centinaia di agevolazioni ed esenzioni fiscali.

L’obiettivo è ridurne il numero e concentrare gli sconti a favore di famiglie e imprese. Puntando a recuperare alcuni miliardi di gettito in modo mirato, senza quei tagli lineari alle agevolazioni previsto dal governo Berlusconi, per evitare l’aumento di due punti dell’Iva previsto come clausola di salva guardia e, in prospettiva, a una riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori e ad un abbassamento dell’Irpef per i ceti più bassi.

Tra spread che non si abbassano e malumori dentro i principali partiti che sostengono il governo (soprattutto il Pdl), la navigazione di Monti dopo il varo della manovra è entrata in una fase cruciale. Nel partito di Berlusconi la tensione è alle stelle, si parla già di 40 parlamentari pronti a fuggire. L’insofferenza verso i professori sembra in crescita.

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