Chi era Hiroshi Yamauchi, padre della nintendo e gameboy - Notizie.it
Chi era Hiroshi Yamauchi, padre della nintendo e gameboy
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Chi era Hiroshi Yamauchi, padre della nintendo e gameboy

Hiroshi Yamauchi

Classe 1927, l’imprenditore giapponese Hiroshi Yamauchi è stato l’ultimo presidente della Nintendo. E’ morto a causa di una polmonite all’età di 85 anni.

E’ nato a Kyoto il 7 novembre del 1927 ed è appartenuto alla dinastia Hiroshi Yamauchi, rimanendo nella sua carica presidenziale dal 1949 al 2002 quando lascia il posto a Satoru Iwata.

All’età di soli 22 anni si ritrovò ad amministrare e dirigere quella che sarebbe diventata una delle principali industrie mondiali, non solo nel settore dei videogiochi, la Nintendo, console che tutti conoscono, grazie a uno dei primi modelli realizzati dall’azienda e approdati con grande successo anche da noi, il Game boy. Il suo bisnonno aveva fondato l’azienda nel lontano 1889 e prima di Hiroshi anche il nonno ne aveva preso le redini.

Hiroshi Yamauchi ebbe un’infanzia non facile. Fu abbandonato – assieme alla sua famiglia – dal padre quando era ancora piccolo. Subì un‘istruzione severa da parte dei nonni, i quali tuttavia contribuirono alla sua formazione e crescita personale.

Nel lontano 1947 mentre Hiroshi era assente a causa degli studi universitari il nonno ebbe un ictus cerebrale.

Hiroshi prende le redini

Di lì a poco le vicissitudini della sua vita l’avrebbero portato a ricoprire una posizione di primo rilievo nell’azienda di famiglia anche se dovette scontare critiche e forse anche l’invidia di colleghi e superiori, a causa anche della sua giovane età e della presunta inesperienza nella direzione dell’azienda. Il suo fu tuttavia un lavoro esemplare che lo portò anche a cambiare e rinnovare la società, fino dallo stesso nome, divenuto Nintendo Karuta con sede a Kyoto. Fu individuato da Forbes come l’uomo più ricco del Giappone (cinque anni fa) con un patrimonio stimato di 7,8 miliardi di dollari, prima che la stessa società cominciasse a risentire di alcuni colpi sferrati al colosso giapponese nel settore dell’industria ludica dei videogames, grazie anche allo sviluppo sempre più forte e di largo respiro di smartphone e tablet.

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