Londra, incendio al grattacielo: almeno 6 i morti

Prima Pagina

Londra, incendio al grattacielo: almeno 6 i morti

londra_incendio_palazzo

"Era come l'11 settembre". I testimoni hanno visto con i loro occhi alcuni residenti, insieme ai loro bambini, saltare giù dalla finestra per sfuggire alle fiamme.

Ieri notte nella Grenfell Tower nella zona ovest di Londra, un grattacielo residenziale di 27 piani che si trova precisamente a North Kensington, si è sviluppato un grosso incendio, per cause ancora da accertare. Quasi 120 appartamenti distrutti, i piani che hanno preso fuoco sono quasi tutti solo i primi due sono rimasti integri.

“Gridavo alla gente che era alla finestra, fuggite, fuggite, ma mi hanno risposto che erano bloccati dal fumo e non potevano passare dal corridoio” racconta un testimone. Ma in pochi ce l’hanno fatta. Il Grenfell Tower fu costruito nei primi anni ’70 e fa parte della Lancaster West Estate, una delle tante case popolari costruite dal governo britannico per fornire alloggi a famiglie a basso reddito. Si stima che gli abitanti del grattacielo siano circa 500 ed oggi i vigili deL fuoco e la polizia hanno dato le prime notizie sul numero delle vittime, un bilancio che purtroppo è destinato a salire.

“Posso confermare sei morti a questo punto, ma questo numero probabilmente aumenterà durante quella che sarà una complessa operazione di recupero della durata di diversi giorni. Numerose altre persone stanno ricevendo cure” sono le parole di Stuard Cundy, della polizia londinese.

Scioccanti le testimonianze di chi ha assistito alle scene di panico che hanno riportato la paura nella capitale. “Ho visto gente disperata buttarsi dalle finestre e sfracellarsi”, ha detto una donna alla BBC e ancora “Era come l’11 settembre”. I testimoni che hanno affermato ciò, hanno visto con i loro occhi alcuni residenti insieme ai loro bambini, saltare giù dalla finestra per sfuggire alle fiamme. Ma questa volta non sembra trattarsi di terrorismo bensì un incidente anche se ancora adesso la causa del rogo resta sconosciuta. Probabile un corto circuito o una disattenzione. Qualcuno parla di un’esplosione dovuta a una fuga di gas dal quarto piano, dopotutto le fiamme hanno avuto origine nella parte inferiore della torre.

Si è scoperto che sono passati soltanto sei minuti dal momento in cui è divampato il primo focolaio.

Nell’incendio che poi per ore ha devastato il palazzo, sono confermati 74 feriti, di cui 20 in condizioni critiche. Si cercano anche numerosi dispersi, infatti secondo il responsabile dei vigili del fuoco, quando il grattacielo era ancora avvolto dalle fiamme sono state viste delle luci sul tetto, forse dei telefonini per segnalare che qualcuno aveva trovato li un rifugio, purtroppo il posto più sbagliato. I residenti sono stati ricoverati in ospedale per ustioni, intossicazione e cadute per raggiungere l’uscita del palazzo.

Squadre di medici addestrati per situazioni del genere hanno partecipato all’operazione insieme a quaranta mezzi di soccorso con 200 vigili del fuoco. L’acqua sparata dai pompieri poteva raggiungere soltanto la metà inferiore del palazzo, che ha così continuato a bruciare per ore. Intorno alle 12 di oggi, hanno fatto sapere che “l’edificio non è al momento a rischio crollo e continua ad essere sicuro per le nostre squadre”. Sul posto sono intervenuti ingegneri strutturali che ne stanno monitorando la stabilità.

L’edificio si trova nel quartiere di Notting Hill, a circa dieci isolati di distanza da Portobello Road, un’area piena di residenze di lusso che valgono milioni di sterline.

Ora sono state chiuse anche le più vicine stazioni della metropolitana ed evacuate le abitazioni circostanti. Il sindaco di Londra Sadiq Khan, che ha predisposto misure speciali per l’evenienza, ha parlato di “grave incidente”. Mentre la premier Theresa May ha commentato dicendo “Profondamente rattristata per la perdita di vite”. Entrambi sono costantemente aggiornati sulla situazione, la premier ha convocato una riunione d’urgenza delle autorità coinvolte per assicurare la migliore risposta alla nuova emergenza.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche