Nelle Sale Educazione Siberiana: Fantasie o Realtà?

Cinema

Nelle Sale Educazione Siberiana: Fantasie o Realtà?

Educazione Siberiana, il nuovo film di Gabriele Salvatores, tratta dal romanzo autobiografico (almeno a detta dello scrittore) di Nicolai Lilin esce nelle sale il prossimo 28 febbraio.

Più d’uno ha sollevato questioni circa la realtà dei fatti esposti.

Ecco la storia. Nicolai è nato in Transnistria, regione turbolenta della Moldavia, dove Stalin ha fatto deportare gli Urca, etnia criminale siberiana. Qui vivono liberi seguendo le leggi del loro personale codice criminale, si uccide, si rapina ma non si toccano donne e bambini. Conclusa l’educazione siberiana, Nicolai ha combattuto in Cecenia per l’esercito russo, fatto il mercenario in Iraq per gli israeliani e poi a 23 anni si è trasferito in Italia, dove ha fatto fortuna.

Storici e giornalisti se la ridono, ma al pubblico piace la favola di questo scrittore-canaglia venuto dal freddo, passato dall’inferno fino alla redenzione.

Fa sorridere, per esempio, il fatto, che tutti questi mirabolanti fatti, siano avvenuti tutti in appena 23 anni (Iraq compreso), che solitamente Stalin le persone in Siberia le deportava, avendola scelta come prigione durissima e naturale per tutti i suoi oppositori, che la Transnistria si trova in Moldavia (repubblica indipendente dalla Russia all’epoca dei conflitti ceceni) e dunque il governo russo non può obbligare nessuno ad arruolarsi nel suo esercito.

e via discorrendo…

Ma si sa, al pubblico piace l’epopea del criminale redento, anche quando sa perfettamente che non è vera.

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