Non rubateci i sogni: una commedia tra speranza e realtà

Cultura

Non rubateci i sogni: una commedia tra speranza e realtà

Non rubateci i sogni

I sogni, la speranza, lo sgomento per gli avvenimenti negativi, la capacità di rialzarsi abbinata alla volontà di lottare per emergere, la determinazione di voler trasformare i vecchi retaggi del passato in un qualcosa di buono e nuovo. Sono questi i messaggi che passano dalla commedia “Non rubateci i sogni” scritta e diretta da Bernardino de Bernardis, andato in scena al teatro Martinitt di Milano dal 6 al 23 aprile e prossima a conquistare anche la città di Roma dal 25 aprile al 14 maggio al Teatro de’ Servi.

La storia

Dopo venti anni passanti nella tranquilla valle Aurina in Trentino, Don Angelo fa ritorno nella sua amata Napoli ma l’iniziale entusiasmo dovrà fare i conti con la precaria e problematica realtà fatta di miseria e sotterfugi. Inizierà cosi per il prete una seconda vita che lo metterà nuovamente di fronte ai continui soprusi che la sua comunità è costretta a subire, come quello dell’abbattimento del teatro che le istituzioni vogliono compiere a favore di un centro commerciale dietro la cui iniziativa, si cela la mano della camorra.

Per convincere la comunità ad appoggiare la lotta contro l’abbattimento del teatro, Don Angelo, insieme ad alcuni ragazzi della sua parrocchia, cercherà di mettere in scena uno spettacolo teatrale che racconti le loro vite, le loro difficoltà contro coloro che fanno della violenza e della prepotenza le loro armi migliori per prevalere sui più deboli.

Gli ostacoli che Don Angelo dovrà superare saranno tanti anche per via dei suoi timori nell’affrontare di petto questioni del genere.

Contemporaneamente, anche la comunità farà i conti con il proprio atteggiamento servile, con quel capo chino con cui ha lasciato che la delinquenza tenesse in mano le redini della propria vita.

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Una commedia tra speranza e realtà

“Non rubateci i sogni” non è solo uno spaccato di vita reale ma anche un modo del tutto nuovo di raccontare i due lati della medaglia che rappresentano la città di Napoli. Se da un lato c’è il male che ha come obiettivo di mantenere un status quo deficitario e fallimentare per la città pur di continuare a controllare tutto; dall’altro c’è un popolo rabbioso, speranzoso, genuino e che agogna un cambiamento che potrebbe consentire di portarlo alla ribalta dopo tanti anni negativi.

Grazie alla commedia scritta e diretta da Bernardino de Bernardis, si riesce a comprendere appieno sia il bene che il male così come la disperazione, la voglia di reagire e le richieste di aiuto di un popolo che ha tutto l’interesse di riemergere, superando tutte quelle paure che per anni l’ha condizionato.

Un messaggio che non passa solo attraverso le parole e i movimenti degli attori ma soprattutto attraverso le canzoni.

Da ‘There You’ll be’ di Faith Hill a ‘Napule è’ di Pino Daniele per finire ‘Terra mia” sempre del cantante partenopeo: quel giusto mix che consente al pubblico di cogliere appieno il messaggio della commedia ma anche di un’intera città.

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