Reato di clandestinità da mantenere, secondo Renzi

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Reato di clandestinità da mantenere, secondo Renzi

La discussione sul reato di clandestinità non rientra fra le priorità dell’esecutivo guidato dal premier Matteo Renzi.

E’ stato lui stesso a dichiarare infatti al Tg1 che la eventuale depenalizzazione del reato di clandestinità non sarà in agenda in occasione del prossimo Consiglio dei Ministri. “Secondo i magistrati” ha riconosciuto Renzi, “il reato non serve e intasa i Tribunali”, ma ha poi aggiunto che “c’è una percezione di insicurezza, per cui questo percorso di cambiamento delle regole lo faremo tutti insieme senza fretta”. “Credo che mai come in questo momento” ha dichiarato Renzi “sia chiaro che l’Europa deve avere una posizione comune. Le modalità con le quali questo lavoro dovrà essere fatto sono quelle che l’Italia ha indicato dal primo giorno: no alla demagogia, ma anche no al buonismo esasperato; chi sbaglia deve pagare e va mandato via”.

Si tratta a tutti gli effetti di una risposta inviata a quanti invocavano una discussione immediata sul reato di clandestinità, auspicandone la depenalizzazione, primo fra tutti il Capo della Polizia Alessandro Pansa, che pochi giorni fa ricordava il perenne intasamento delle procure causato dal flusso di clandestini, dichiarando che “la legge va bene, ma può essere migliorata” e suggerendo che “probabilmente è preferibile che il reato di clandestinità venga riformato con un meccanismo che renda più agevole la gestione degli immigrati quando transitano per i nostri confini in maniera illegale”.

In diverse parti d’Europa, il problema dei clandestini viene sempre più affrontato con il ripristino dei controlli alla frontiera, seppure in violazione degli accordi di Schengen.

Al momento, i controlli di frontiera sono attivi al confine fra Italia e Francia, fra Polonia e Germania, fra Austria e Germania, fra Danimarca e Svezia e fra Danimarca e Norvegia. Come noto, anche le frontiere meridionali di Slovenia e Ungheria sono sbarrate e, secondo alcuni, anche il passaggio fra Francia e Gran Bretagna, a Calais, è ormai sotto controllo perenne.

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